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lunedì 10 settembre 2018

Linda Steele: Sfidare il “Monopolio della Violenza” nella Giurisprudenza


Linda Steele: Sfidare il “Monopolio della Violenza” in Giurisprudenza

articolo originale: 

Sfidare il “Monopolio della Violenza” in Giurisprudenza: Diritti Umani e Violenza Lecita specifica nella Disabilità


La Dr.ssa Linda Steele, Docente, Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Wollongong, Australia, caratterizza il trattamento sanitario obbligatorio in psichiatria come forma di violenza specifica della disabilità condonate dalla legge nazionale e quindi non suscettibili di ricorso legale.

29 Marzo 2016

La Convenzione sui diritti delle persone con disabilità [i] (“la CRPD”) rappresenta un caposaldo dei diritti umani e asserisce che i trattamenti sanitari, la detenzione e la contenzione chimica e fisica non consensuali, devono essere considerate forme di violenza discriminatorie nei confronti delle persone con disabilità. Al fine di vietare esplicitamente queste pratiche e fornire vie legali per i risarcimenti, gli organismi dei diritti umani delle Nazioni Unite devono essere costanti e perseveranti nel sollecitare gli Stati Parte a riformare le leggi penali e civili. Fino a quando questo non avverrà, queste pratiche continueranno a rappresentare forme lecite di violenza, che saranno ammesse e anzi, consentite dallo Stato e dalla legge.

Nel mio post discuterò brevemente il concetto di “violenza lecita” e del perché il trattamento sanitario, la detenzione e la contenzione fisica e chimica non consensuali, costituiscano “violenza lecita, specifica della disabilità”. In seguito spiegherò come la CRPD rappresenti una caposaldo dei diritti umani per poter contestare la legittimità di questo tipo di violenza, e ciò che deve essere fatto per sollecitare gli Stati Parte ad attenersi alla CRPD e infine, vietare e porre rimedio alla violenza lecita nel caso specifico della disabilità.

martedì 3 gennaio 2017

Question Man - L'uomo domanda - by Irit Shimrat



Eoni fa, quando avevo 25 anni, l’unica ambizione che avevo era quella di uccidermi. Nonostante fossi riuscita ad accumulare tutti i segni del successo esteriore – un lavoro, un appartamento, un compagno – ero paralizzata dalla miseria. Non riuscivo a superare il fatto che qualche anno prima ero stata psichiatrizzata quasi a morte.

Non credevo nella psicoterapia, ma, disperata, mi ero messa nelle mani di un tipo anziano e molto dolce che praticava la “programmazione neurolinguistica”. Quasi sempre cercava di farmi andare in trance, ma non ci riusciva. Una volta mi ha messo a testa in giù, prendendomi per le caviglie e usando un’imbracatura sospesa dal ramo di un albero; mi aveva assicurato che oscillare avanti e indietro dolcemente, avrebbe corretto il mio respiro e i miei problemi psicologici sarebbero miracolosamente evaporati. Un’altra volta mi aveva lasciato fumare uno spinello nel suo studio, con la sua amica infermiera che mi osservava e prendeva appunti. Ho apprezzato il tempo e gli sforzi considerevoli che ha impiegato nel tentativo di aiutarmi, però non mi hanno fatto per niente bene.

Guardando indietro, l’unica cosa che poteva aver avuto qualche senso era chiedermi:

“Come faresti a capire di stare bene?

Senza esitazione ho risposto: “Starei scrivendo.

Mi hanno insegnato a scrivere prima di iniziare la scuola. A sei anni ho sfornato libretti che trattavano di principesse, animali e tutto ciò che riguarda una bambina di sei anni.

venerdì 13 maggio 2016

Coercizione lavorativa e welfare nel Regno Unito

Anne-Laure Donskoy_Sopravvissuta e Ricercatrice - UK

La coercizione lavorativa e il welfare nel Regno Unito: un attacco alle persone con disabilità e ai loro diritti umani




21 marzo 2016

Traduzione a cura di Erveda Sansi e Vincenzo Jannuzzi

Mentre viene rivolta molta attenzione alla coercizione organizzata e implementata in psichiatria, si presta molto meno attenzione alle misure del welfare, progettate dallo stato e basate sul paternalismo ultraliberale[1], che contengono al loro interno pratiche coercitive. Tra esse ci sono politiche che sostengono fortemente la modificazione del comportamento, attraverso l’utilizzo della psicologia positiva e delle terapie comportamentali - cognitive. Friedli e Stearn (2015) [2], chiamano questo: “psicocompulsione”. Queste misure politiche sono sempre più utilizzate per prendere in contropiede e costringere le persone con disabilità e i malati cronici, ad adottare nuovi modi di essere e nuove condizioni di vita, sotto la costante minaccia di sanzioni, spingendo molti di loro al suicidio. Questo documento, basandosi sul lavoro di Friedli e Stearn [3], vuole tentare di evidenziare le attuali politiche coercitive sul welfare, incluse le “terapie” obbligatorie sugli individui, come violazioni del diritti umani del CRPD [Convenzione ONU dei diritti delle persone con disabilità].

Contesto: Coercizione psicologica come violazione dei diritti umani sponsorizzata dallo stato

mercoledì 27 aprile 2016

Anche La Scienza Medica Argomenta Contro il Trattamento Sanitario Obbligatorio di Robert Whitaker

Anche La Scienza Medica Argomenta Contro il Trattamento Sanitario Obbligatorio


di Robert Whitaker 


26 marzo 2016

L’argomentazione che solitamente viene fatta contro il ricovero involontario e il trattamento sanitario obbligatorio è che, queste azioni, sotto l’autorità di uno Stato, violano i diritti civili fondamentali di una persona, privando una persona della libertà e dell’autonomia personali, in assenza di un’accusa penale. La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità sostiene questa posizione, vietando la discriminazione relativa a questi diritti. Su tratta di un argomento moralmente forte e deve essere posto al centro nella protesta contro il trattamento sanitario obbligatorio.

Tuttavia, vi è un altro argomento che può essere usato, come valore aggiunto, contro il trattamento sanitario obbligatorio: anche la scienza medica argomenta contro il trattamento sanitario obbligatorio.

mercoledì 30 marzo 2016

Conversazione con Giorgio Antonucci per la Campagna per il divieto assoluto del TSO - Campaign to support CRPD Absolute Prohibition of Involuntary Commitment and Forced Treatment

Il Cappellaio Matto presenta una conversazione con Giorgio Antonucci per la Campagna per il divieto assoluto del Trattamento Sanitario Obbligatorio – TSO -

già pubblicato in inglese con il supporto di Cristina Paderi: 

e

 
Antonucci libera tutti di Vincenzo Iannuzzi
Il gruppo italiano di utenti e sopravvissuti Il Cappellaio Matto, è felice di condividere un’estesa conversazione con Giorgio Antonucci, medico, psicoanalista e primario nei reparti di due manicomi per molti anni.
Ha lottato per prevenire e abolire il trattamento psichiatrico obbligatorio, per la liberazione di persone dai manicomi italiani dai primi anni ‘60 in poi e soprattutto per dimostrare che una diagnosi psichiatrica è in realtà un giudizio psichiatrico, supportato da un pregiudizio sociale.

venerdì 17 febbraio 2012

I update you about the Niguarda affair





I update you about the Niguarda affair:
1°: on  2010 December the 13th, Milan’s Telefono Viola, together with some patient’s relatives, registered a complaint to the Milan’s Public Prosecutor’s Office, whose object concerns 5 death cases (3 more than those reported in my previous article) and 5 abuse and violence cases linked to the restraint (Rita F. after having been restrained to the bed, is forced to live on a wheelchair . In all these cases documentation and medical reports are lacking/missing.
2°: on  2010 December the 14th UNASAM (National Union of Mental Health’s Associations) asks for an inquiry to be open on Niguarda’s Psychiatric wards.
3° on  2010 December the 13th the City Councilwoman Chiara Cremonesi settles a Parliamentary Inquiry about the Niguarda affair.
4° on  2010 December the 13th Ignazio Marino, National Health Service Inquiry Commission’s president asks the NAS (Anti Sophistication Nucleus) Carabiniers an investigation.


I update you about Francesco Mastrogiovanni’s case:

-     On 2010 December the 6th’s hearing, all the exception raised by the accused have been rejected. The trial continues with the rite of immediate judgement.
-     On 2010 December 14th’s hearing: The judge rejects the requests to exclude the associations that instituted a civil action (Roma’s Telefono Viola, Unasam (National Union of Mental Health’s Associations), Robin Hood Association, Iniziativa Antipsichiatrica (Antipsychiatric Initiative).
-     On 2010 December the 22nd hearing: Francesco Mastrogiovanni family’s request is accepted to summon Salerno’s Asl (Hospital) as civil responsible.
-     On 2011 March the 22nd will have course the next hearing at 9.30 am, with a new Sit in by the Vallo Della Lucania’s Tribunal.



Erveda Sansi