Visualizzazione post con etichetta testimonianze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta testimonianze. Mostra tutti i post

lunedì 10 settembre 2018

Materiali di Resistenza: L'Attivismo di Don Weitz - Resistance Matters: The Activism of Don Weitz by Irit Shimrat

Irit Shimrat and Don Weitz

by Irit Shimrat
Ho passato gran parte degli ultimi anni a scrivere e editare Resistance Matters: An Antipsychiatry Activist Speaks Out (Materiali di resistenza: un attivista antipsichiatrico dice la sua), che documenta la lunga e intensa carriera di attivista di Don Weitz, il nonno dell'antipsichiatria canadese. Ho pensato che ai lettori di Mad in America sarebbe piaciuto sapere in anticipo qualcosa sul contesto e sul contenuto di Resistance Matters.
Nel 1951, quando Don aveva 21 anni, i suoi genitori hanno reagito alla sua crisi esistenziale di identità, facendolo internare, prima all'ospedale Austen Riggs e poi all'ospedale McLean (entrambi situati nel Massachusetts, USA). Al McLean, dove è rimasto recluso per quindici mesi, Don è stato sottoposto, in modo coercitivo, a 110 "trattamenti" di shock insulinico da sub-coma. Dopo la sua liberazione, è diventato uno psicologo istituzionale, sperando di poter attuare delle riforme in strutture come quella in cui era stato torturato attraverso la psichiatria, ma dopo quindici anni di lavoro, si è reso conto che il cambiamento non sarebbe mai avvenuto dall'interno del sistema e si è unito al nascente Mental Patients Liberation Movement (Movimento di liberazione degli utenti psichiatrici).

mercoledì 23 marzo 2016

Campagna per il divieto assoluto del TSO - Testimonianza di Agnès

Le témoignage d’Agnès: traitements dégradants, traitements forcés en France.

21/03/2016

En violation de l’article 16 de l’ONU, les personnes présentant un handicap psychiques subissent des traitement dégradants qui bafouent  toute dignité humaine.
Voici mon témoignage :
J’ai été hospitalisée 2 fois dernièrement à l’hôpital psychiatrique relevant de mon département
En juin, il m’ont placée dans une chambre d’isolation et m’ont attachée pendant 2 jours. J’étais allée aux toilettes le dimanche à midi et j’ai été hospitalisée vers 17heures. Le lendemain toujours attachée, j’ai crié que j’avais envie de faire pipi. Ne voyant personne venir, j’ai fini à bout par uriner dans mon lit. Des infirmiers sont venus. Ils m’ont déshabillée de force et m’ont écarté les jambes pour me placer une couche pour incontinents. Ils m’ont arraché la veste de pyjama et essayé d’ôter mon soutien-gorge, le tout avec une violence inouïe.Aujourd’hui encore j’ai un profond sentiment de honte tant je  ressens cet acte comme un viol de mon intimité. En y pensant ma gorge se noue et mon estomac se serre.
La 2éme fois en septembre cette fois, j’ai été placée en chambre d’isolement. Elle était pourvue de toilettes verrouillées de l’extérieur ce qui vous contraint à aller uriner dans un seau hygiénique sous “l’œil bienveillant” d’une caméra de vidéo-surveillance. Enfermée ainsi pendant 3 jours et 4 nuits, vous perdez la notion jour et nuit. Quand, vous sortez enfin, vous voilà docile comme un mouton prêt à quémander ou presque les médicaments que ‘l’on vous a prescrits et que l’on vous donne à heure fixe 3 fois par jour.

venerdì 1 marzo 2013

COMUNICATO STAMPA DELLʼASSOCIAZIONE DALLE ANDE AGLI APPENNINI

COMUNICATO STAMPA DELLʼASSOCIAZIONE DALLE ANDE AGLI APPENNINI
Via Pier Luigi da Palestrina 35, Milano – Tel. Fax. 02 6698 7479
ALCUNE DOMANDE DELL’ASSOCIAZIONE DALLE ANDE AGLI APPENNINI
AL PROCURATORE CAPO DR. BRUTI LIBERATI
AI 5 CANDIDATI AL GOVERNO DELLA LOMBARDIA
...
Egregio Procuratore Capo, Dott. Bruti Liberati,
mi chiamo Giorgio Pompa e il 13 dicembre 2010, quando facevo ancora parte del Telefono Viola di
Milano, ho firmato un esposto alla Procura di Milano e una sua successiva integrazione il 22 marzo
2011; il numero del procedimento è 7756/11-I .

L’esposto riguarda gravissimi abusi su pazienti psichiatrici avvenuti nei tre reparti psichiatrici Grossoni di Niguarda, ed è stato firmato anche da una delle vittime di abuso e da alcuni familiari delle altre vittime di abuso.

sabato 17 novembre 2012

COMUNICATO STAMPA MAD PRIDE!



E' un movimento internazionale di persone spiritualmente diverse, che si battono contro il pregiudizio psichiatrico e qualsiasi forma di discriminazione e stigmatizzazione.

E' una manifestazione di utenti ed ex-utenti delle istituzioni per la salute mentale e di coloro che con essi sono solidali che intende sensibilizzare la popolazione, ed é a favore delle diversità nell'uguaglianza e dell'uguaglianza nelle diversità.

Dal 2005 in: Sydney (Australia), Bruxelles (Belgio),Toronto (Canada), Vancouver (Canada), Litchfield (Connecticut), Accra (Ghana), Chicago (Illinois), Cork (Irlanda), Altamore (Irlanda), Ballydehore (Irlanda), Portlaoise (Irlanda), Killarney (Irlanda), Milano (Italia), Torino (Italia) Northampton (Massachussets), Albany (N.Y.), Oviedo (Spagna), Cape Town (Sudafrica), Londra (U.K.), Leeds (U.K.), Washington (W.D.C.).

SABATO 17.11.2012
MILANO MAD PRIDE
contro il pregiudizio psichiatrico e per la dignità dei "matti"

May-day!-may-day! My Day!
Sabato 17 in Largo Cairoli / Beltrami,
dalle 14:30 alle 18:30
ci troviamo per un PRESIDIO PERFORMANCE rivolto a tutta la cittadinanza.

Contributi musicali, teatrali e artistici, animazione e jocolerie, trampolieri e palloncini per contrastare la paura del “diverso”, ma anche video e informazione.
Mescoleremo memorie di utenti e sopravvissuti alla psichiatria, di operatori del settore, di fiancheggiatori e simpatizzanti solidali, dando voce a chi voce troppo spesso non ha. ascolteremo l'indignazione di utenti, ex-utenti e famigliari, la denuncia dei medici e degli amministratori che in Regione Lombardia in questi anni hanno contrastato le politiche liquidatorie del Welfare e della Salute. Parleremo con i protagonisti in carne ed ossa della Legge 180.

Testimonianze dirette e narrazioni, banchetto di informazione, mostre informative sul “caso Mastrogiovanni” e le misteriose morti dell’Ospedale Niguarda di Milano, una città in cui le persone in sofferenza psichica che si avvalgono dei servizi della Salute Mentale presenti sul territorio sono migliaia.

ADERISCI, FIANCHEGGIA, PARTECIPA ANCHE TU!

PROGRAMMA:

Gazebo informativo e videotestimonianze sulla Legge 180, il caso Mastrogiovanni e gli “strumenti di contenzione”.

Performance di Azione SorRiso, Mommi MommiClown, Eros e Lucian. Atmosfere sonore e canzoni con Andrea Laudicina, Andrea Labanca e Politicos Posse. Interventi e testimonianze di:
Erveda Sansi (Enusp Italia - Eurupean Network of (ex) – Users and Survivors of Psychiatry),
Nicoletta Calchi Novati (Psichiatra, promotrice della raccolta di firme per l’istituzione in Italia di un Comitato di controllo dei Dipartimenti e Ambulatori della Salute Mentale),
Bruno Meroni (ex Direttore Cipa - Comitato Italiano Psicologia Analitica)
Bruno Querzola (Psicologo)
Chiara Cremonesi (SEL Lombardia),
Daniele Chini (Gruppo “Sindrome bipolare” - Trento),
Giorgio Pompa (ex Telefono Viola - Milano)
Thomas Emenegger (Ostello Olinda),
Associazione Il Cappellaio Matto (Traona)

Quest'anno Milano Mad Pride è dedicato all’attivista dei diritti umani John McCarthy, fondatore del Mad Pride Ireland e allo scienziato e umanista Thomas Szasz, che purtroppo ci hanno lasciati.

S-LEGATECI!
Riannoderemo memorie, legami sociali, abbracceremo il futuro! :-)

Iniziativa organizzata e promossa dall'associazione di promozione sociale "Il Cappellaio Matto" di Traona (SO), con il patrocinio morale del Comune di Milano - Assessorato alle Politiche sociali e Cultura della salute ed il patrocinio morale dell'Associazione Uilenspiegel di Bruxelles.

________________________________________________________________________

Per contatti e informazioni:
Associazione “Il Cappellaio Matto”
Via dei Ronchetti 9 Traona (so) - Tel. 339.8064739 – 340.3438335
e_mail: madpride@libero.it
Facebook:
http://www.facebook.com/pages/Mad-Pride-Milano-2012/282928818390054?fref=ts
Pagina Web:
http://www.ilcappellaiomatto.org/

Interrogazione di Chiara Cremonesi all’Assessore Bresciani:
http://www.chiaracremonesi.it/contenzione-perche-per-chi-fino-a-quando/

Puoi aderire e condividere l’Evento all’indirizzo:
http://www.facebook.com/events/273877146049039/

Elena Hileg Iannuzzi15 novembre 18.34.30

Milano, 15 Novembre 2012



domenica 11 novembre 2012

MAD PRIDE MILANO 2012, Sabato 17 Novembre

MAD PRIDE 2012 CONTRO IL PREGIUDIZIO PSICHIATRICO E PER LA DIGNITA' DEI """MATTI"""
May-day!-may-day!
My Day! 
MAD PRIDE é un movimento internazionale di persone spirtualmente "diverse" che si battono contro il PREGIUDIZIO PSICHIATRICO. E' una manifestazione di (ex) utenti della salute mentale e di coloro che con essi sono SOLIDALI. Vuole sensibilizzare la popolazione sui diritti dei "pazienti" ed é a favore della DIVERSITA' nell'UGUAGLIANZA e dell'uguaglianza nella diversità. E' contro qualsiasi forma di stigmatizzazione, di esclusione e 

mercoledì 19 settembre 2012

Francesco Mastrogiovanni, il video commentato.

 VIDEO CLICCA QUI

Il video-verità sull'agonia di Francesco Mastrogiovanni, il maestro sequestrato in TSO e morto di contenzione nel reparto di psichiatria di Vallo della Lucania.
Il video, realizzato dalle telecamere a circuito chiuso presenti nell'ospedale, inchioda i medici e gli infermieri alle loro dirette responsabilità e squarcia il muro di indifferenza e omertà dietro cui si cela l'orrore psichiatrico.
Il documento è realizzato dal Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni (giustiziaperfranco.it)

domenica 5 agosto 2012

FRANCIA: Uguaglianza? Libertà? Giustizia?

(Traduzione in italiano a cura di Erveda Sansi "Il cappellaio matto")
Versioni originali PDF
French mental health law_French.pdf
French mental health law_English.pdf
Text_ Italian.pdf

LA LEGGE DELLA SALUTE MENTALE DEL 5 LUGLIO 2011 RAPPRESENTA UNA VIOLAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO E DEVE ESSERE ABROGATA

Il recente documentario trasmesso dal canale del Senato, Soignés d’office1 1 (Terapie d’ufficio) riferisce di persone che sono state sottoposte a ricovero obbligatorio negli ospedali psichiatrici o che sono state costrette a ricevere un trattamento ambulatoriale. Ogni anno in Francia, più di 75.000 persone (i dati disponibili per il 2010 variano da 79 a 96.000) vengono ricoverate contro la loro volontà, vale a dire che sono più di quelle incarcerate in prigione (70.000); circa l'80% su richiesta di una terza persona. Va ricordato che la psichiatria è l'unica disciplina medica che permette che una persona venga ricoverata contro la propria volontà.

Il documentario fa vedere come la nuova legge sulla salute mentale, introdotta nel mese di agosto 2011, nega ai pazienti psichiatrici, che sono protetti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, che la Francia ha firmato e ratificato nel 2010, il pieno ed eguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali, in uguaglianza con gli altri :

 I pazienti psichiatrici francesi sono ancora ricoverati contro la loro volontà sulla base di una diagnosi psichiatrica; ciò è in contrasto con gli articoli 3, 4, 5, 12, 14, 17, 19 e 25 della Convenzione;

 I pazienti psichiatrici francesi sono ancora ricoverati contro la loro volontà sulla base di una diagnosi psichiatrica, collegata alla nozione di pericolosità per gli altri o per se stessi, o alla nozione di necessità di “trattamento”; ciò è in contrasto con gli articoli 3, 4, 5, 12, 14, 17, 19 e 25 della Convenzione.

La Francia ha trasgredito ai suoi obblighi nei confronti dei disabili, ai sensi della legislazione internazionale, la quale è giuridicamente vincolante. La Convenzione delle Nazioni Unite impone ai paesi firmatari di promulgare una legislazione che mette in atto i diritti che sono stati riconosciuti, e di abrogare le leggi che sono discriminanti nei confronti delle persone con disabilità (inclusi i pazienti psichiatrici).

Il Comitato della Convenzione delle Nazioni Unite ha chiaramente indicato che ogni privazione della libertà sulla base dell’handicap mentale, intellettuale o psicosociale, è contrario in particolare agli articoli 14 e 17, e che le disposizioni di legge che autorizzano il ricovero associate a un handicap apparente o diagnosticato devono essere abrogate2

1 (31/03/12: http://www.publicsenat.fr/vod/documentaire/soignes-d-office/72281)
2 (Osservazioni conclusive del rapporto sulla Spagna, CRPD / C / ESP / CO / 1, punto 36; Osservazioni conclusive del rapporto sulla Tunisia, CRPD/C/TUN/CO/1, punti 28-29.)

European Network of (ex)Users and Survivors of Psychiatry

Questo include tutte le disposizioni che collegano la “diagnosi apparente o esistente di malattia mentale”, a un criterio di pericolosità per sé o per terzi, o alla necessità di cure e di trattamenti3. Infatti, la Convenzione delle Nazioni Unite, afferma chiaramente che la privazione della libertà nelle istituzioni, negli ospedali e negli ambulatori psichiatrici, per qualunque periodo di tempo e per qualsiasi trattamento psichiatrico sotto costrizione, sono illegali.


Il processo giudiziario introdotto dalla legge nota come Legge del 5 luglio 2011, che doveva offrire una salvaguardia, ha di fatto peggiorato la situazione dei diritti umani dei pazienti psichiatrici, non conformandosi ai termini della Convenzione ONU. C’è un consenso generale nel dire che la sua applicazione è stata persino accompagnata da una forte crescita di ricoveri obbligatori. D’altra parte, alla luce degli obblighi internazionali dei diritti umani, l'unico ruolo del sistema giudiziario dovrebbe essere quello di garantire che nessuno venga illegittimamente privato della sua libertà, e che nessuno riceva dei trattamenti psichiatrici in ospedale o in ambulatorio, contro la sua volontà. Invece, lasciando che il Giudice des Libertés si basi sul giudizio di esperti della psichiatria, piuttosto che sui termini della Convenzione delle Nazioni Unite, alfine di decidere della legalità della privazione della libertà di un individuo, questa legge ha dato alla società i mezzi, fondati sugli stereotipi psichiatrici, per incarcerare delle persone, concentrandosi sul comportamento della persona e sulla percezione di pericolosità per sé o per gli altri. Questo viola completamente i fondamenti della Convenzione, che richiede in maniera assoluta che le persone che hanno una diagnosi psichiatrica (la "disabilità") siano trattate come membri della società a pieno titolo e quindi alla pari con gli altri, vale a dire che la loro malattia non deve servire come giustificazione per i trattamenti sulla base del loro handicap o della loro diagnosi (articoli 1.3, 5, 14 e 25, tra gli altri).


La privazione della libertà basata sull'idea che una persona non si rende conto di ciò che le accade non è ammissibile ai sensi della Convenzione. L’utilizzo dell’apparente incapacità d’introspezione di una persona, come giustificazione per trasferire il potere decisionale ad altri, torna a una privazione della capacità giuridica della persona ed è contraria al riconoscimento della capacità giuridica su una base uguale agli altri, come stabilito all'articolo 12. Tuttavia, come viene mostrato dal documentario e dal dibattito che lo segue, l’incapacità di introspezione rimane la giustificazione principale per il ricovero o il trattamento ambulatoriale obbligatorio. L’articolo 12 della Convenzione enuncia senza equivoco che le persone hanno il diritto di ricevere un supporto che rispetti l’autonomia della persona, la sua volontà e le sue preferenze. Non deve essere messo in atto una tutela, come lo prevedrebbe la legge o il costume. D'altra parte, una volta espresse, le scelte e le preferenze della persona devono essere rispettate ed attuate. In Francia, i pazienti messi alla presenza del Giudice della Libertà (che tiene la sua toga in ogni circostanza, anche in ospedale), sono stati “preparati” per l'audizione da parte dello psichiatra o di un infermiere psichiatrico. Questo non ha nulla a che fare con il supporto appropriato previsto dalla Convenzione. Come dice Peter Campbell, un sopravvissuto del movimento degli utenti: la psichiatria è “il sistema che in apparenza dovrebbe aiutarci, ma che non fa altro che porre maggiori ostacoli sul nostro percorso di autodeterminazione”.


In Francia c’è una sproporzione tra i ricoveri obbligatori sotto alla richiesta di un terzo; di solito dalle famiglie, che si sentono intrappolate in situazioni di impotenza intollerabili, dovute a una mancanza di sostegno, in primo luogo verso il paziente, spesso in crisi o pre- crisi, e verso loro stessi. Nel film, una giovane donna che vive sotto il regime giuridico da anni, descrive chiaramente il carattere abusivo di questi internamenti su richiesta di una famiglia. La sua vita è sospesa alla volontà o, come dice lei, “alla spada di Damocle” dello psichiatra, se non si comporta o non segue alla lettera i termini del contratto che è costretta a firmare in cambio di un’uscita di prova. In caso di fallimento, lei sa che la polizia, e subito dopo i servizi psichiatrici, arriveranno all’improvviso e la riporteranno all'ospedale, la “casella di partenza…con questo statuto di HDT che vi segue ... sapete che non siete veramente liberi, di fatto”.


3 (studio tematico teso ad aumentare la consapevolezza e la comprensione della Convenzione sui diritti delle persone disabili, stabiliti dall’alto Commissariato, A/HRC/10/48 punti 48 49)


Sottolinea anche il fatto che all'arrivo in ospedale la persona non ha alcuna possibilità di ricorso perché “subito ci sarà direttamente la camicia di forza chimica” che impedisce, anche fisicamente, di parlare per due giorni; dopo potete parlare, “una volta che siete ben drogati”. Non c'è nessuno che rappresenti i diritti di queste persone durante quelle prime ore cruciali dell’internamento. Il paziente deve aspettare 15 giorni prima che il sistema giudiziario si metta in marcia. Il ruolo delle famiglie nella collocazione d’ufficio è uno strumento vergognoso, utilizzato dalla psichiatria, che illustra bene la sua impotenza nell’offrire un sostegno reale alle persone disperate. Molte famiglie sono manipolate dalla psichiatria o ne sono complici. Si dovrebbe loro offrire e fornire il sostegno di cui hanno bisogno e dovrebbero essere totalmente sottratti a qualsiasi procedura legale, la cui legittimità non potrebbe comunque essere invocata, in quanto non è conforme ai termini della Convenzione delle Nazioni Unite.


Un altro aspetto fa vedere come la "Legge del 5 luglio", si presta anche ad un abuso nella società in generale, come lo mostra il seguente recente esempio. Nel marzo del 2012 un militante ecologista manifestava, mediante un’azione non violenta, in un villaggio nel sud della France4. “Gli amministratori, la polizia e i vigili del fuoco vanno sul posto e decidono il ricovero obbligatorio della persona attraverso l’ordine del sindaco, anche se l'azione si sta svolgendo nella calma”. A quali ragioni è stato fatto appello? “L'azione ha disturbato l'ordine pubblico e il militante rappresentava un pericolo per se stesso”. Queste sono il tipo di scuse grossolane che passano per ragioni psichiatriche valide e legali, perché in Francia si possano oggigiorno rinchiudere degli individui contro la loro volontà. In effetti questo potrebbe capitare a chiunque non rispetti dei codici di comportamento accettati e accettabili.



Le violazioni dei diritti umani in psichiatria sono ben anteriori alla legge del 5 luglio, ma nessuno dei gruppi di professionisti (e dei loro sindacati ecc.) che si sono messi in prima linea per combattere questa legge, e che si dichiarano come psichiatria umanistica e non liberticida, non si sono veramente espressi contro le violazioni dell’ordine pubblico. Dall'inizio della loro campagna, hanno anche costantemente ignorato (negato) il ruolo che la Convenzione delle Nazioni Unite potrebbe svolgere rispetto all'abrogazione della Legge del 5 luglio. La ragione è che queste voci che si esprimono con forza e che sono così ben organizzate, sono quelle di una psichiatria che considera la nuova legge prima di tutto come un attacco contro l'etica della professione (psichiatri), poi la creazione di questo nuovo quadro normativo supplementare come un'intrusione nei loro affari. In realtà, al mondo della psichiatria niente piacerebbe di più che i pazienti semplicemente acconsentano e si pieghino senza batter ciglio al giudizio medico degli psichiatri, qualsiasi cosa decidano, “per il bene della persona”.


Il Governo Francese e il corpo della psichiatria francese, hanno un atteggiamento arrogante per quanto riguarda i diritti dell’uomo delle persone con sofferenza mentale; continuano ad autorizzare e perfino a incoraggiare quotidianamente la privazione illegale della libertà, così come i trattamenti degradanti e inumani. Il Rapporteur delle Nazioni Unite sulla Tortura ha chiaramente detto che ciò equivale a una forma di tortura 5.


Per tutte queste ragioni, e poiché il nuovo Presidente la sera delle elezioni ha promesso che “Nessun figlio della Repubblica sarà escluso o discriminato” e poiché ha augurato di essere giudicato sulla giustizia (e l'uguaglianza):

- Noi esigiamo dal Governo Francese un cambiamento radicale dei suoi sistemi giuridici e della salute mentale, che dovranno conformarsi ai suoi obblighi internazionali concernenti i diritti umani:


4 (http://www.ldh-france.org/region/languedoc-roussillon/2012/03/29/hospitalisation-sous-contrainte-dun-militant-non-violent/)
5 A /63/175 and A/HR/13/39/Add.1, paragraphe 202, Norvegia



 La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità non sembra avere avuto alcun ruolo nell’elaborazione o nello sviluppo della legislazione comunemente nota come “Legge del 5 luglio 2011 sulla salute mentale”, contrariamente a quanto richiesto dalla Convenzione. Noi chiediamo che il Governo Francese si impegni ad abrogare questa legge e ad adottare, se necessario, una legge per consentirle di adempiere ai suoi obblighi nei termini della Convenzione delle Nazioni Unite. Questa legge dovrà incorporare l'abolizione di tutti i trattamenti obbligatori e garantire che i servizi di salute mentale siano basati su un'etica del consenso libero e informato delle persone interessate, così come il Governo Francese si è impegnato a fare, ratificando la Convenzione nel 2010.



 Preservando lo stato di diritto, vale a dire rispettando i termini della Convenzione delle Nazioni Unite e degli altri trattati sui diritti umani, che sono giuridicamente vincolanti, la Francia dimostrerà che può rispettare i valori ai quali ha sottoscritto ufficialmente. Condanniamo fermamente l'atteggiamento dei media francesi che non fanno mai lo sforzo di condividere le alternative verso la sofferenza psicologica umana, mentre molti ne hanno dato prova, concentrandosi solo sul modello medico.

Condanniamo vivamente l'atteggiamento della ricerca francese e dell’ambito accademico, di non valorizzare queste alternative, rendendosi complici dello status quo. Purtroppo quello che accade non è specifico della Francia, ma accade in molti altri paesi, con alcune varianti. Il fatto è che non esiste una legislazione in materia di salute mentale che sia giusta. E 'chiaro che una legge che consente il ricovero e il trattamento sanitario obbligatorio in psichiatria, non può rispettare i termini della Convenzione delle Nazioni Unite relativi ai diritti delle persone disabili, né quelli della Convenzione contro la tortura e altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti.




------------------------------

UNGF: L'Unione Nazionale GEM-France) (UNGF) è una federazione nazionale indipendente di Gruppi di Auto Aiuto (GEM) che mira a promuovere i principi della guarigione e dell’auto-determinazione attraverso delle attività, e il supporto per e da parte degli utenti e dei sopravvissuti della psichiatria. www.ungf.net
ENUSP: La Rete europea degli (ex-) utenti e sopravvissuti alla psichiatria (REUSP-ENUSP) è l'unica organizzazione indipendente e rappresentativa della base degli utenti e dei sopravvissuti a livello europeo in 39 paesi. Fin dalla sua istituzione nel 1991, REUSP-ENUSP lotta per i diritti umani e per la dignità degli utenti della psichiatria e per l'abolizione di tutte le leggi e le pratiche discriminatorie. REUSP-ENUSP è membro consultivo della Commissione europea, dell'Agenzia Fondamentale dei Diritti dell’Uomo e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità-(Europa). Attraverso la Rete Mondiale degli Utenti e Sopravvissuti alla Psichiatria (WNUSP), i suoi membri hanno partecipato attivamente alla redazione e alla negoziazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. www.enusp.org


WNUSP: La Rete Mondiale di Utenti e Sopravvissuti alla Psichiatria (WNUSP) è un’organizzazione démocratica di utenti e sopravvissuti alla psichiatria, che rappresenta i gruppi costituenti in tutto il mondo. Nel suo statuto, gli “utenti e sopravvissuti alla psichiatria” si sono auto-definiti come persone che hanno conosciuto la follia e /o dei problemi di salute mentale, o che hanno utilizzato o sono sopravvissuti ai servizi per la salute mentale. L'avventura di WNUSP inizia nel 1991. E’ diventata una vera e propria struttura mondiale da quando i suoi statuti sono stati adottati nel 2001. WNUSP ha attualmente membri in oltre 50 paesi, coprendo tutte le regioni del globo. WNUSP dispone inoltre di uno speciale Status Consultivo Speciale da parte del Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC). www.wnusp.net

CHRUSP: Il Centro per i diritti umani di utenti e sopravvissuti alla psichiatria (CHRUSP) con sede a New York, offre una direzione strategica nel quadro del patrocinio, l'applicazione e il monitoraggio dei diritti umani concernenti le persone che conoscono la follia ("madness"), i problemi o la sofferenza dovuti dalla malattia mentale. In particolare il CHRUSP sostiene con forza il concetto della piena capacità giuridica e lavora per la fine della somministrazione forzata di psicofarmaci, delle terapie come l’elettroshock e della coercizione psichiatrica. CHRUSP lavora anche per sostenere chi rispetta l'integrità dell'individuo e del consenso informato. www.chrusp.org.

Mental Health Europe – Santé Mentale Europe : è un'organizzazione europea non governativa che opera per promuovere la salute mentale, per la prevenzione dei disturbi mentali, per il miglioramento delle cure, la difesa dell’inclusione sociale e la tutela dei diritti umani di (ex) utenti dei servizi della salute mentale, delle loro famiglie e dei loro badanti. www.mhe-sme
.org

martedì 17 luglio 2012

Psichiatria democratica e elettroshock (terapia elettroconvulsivante) - Val Pusteria - Eugen Galasso


“Hai lavorato bene, brava talpa!” (Shakespeare, citato anche da Marx).
        
Talora anche le Commissioni d’inchiesta, spesso destinate all’italiota “macello dei tempi” funzionano e approdano a risultati.  Finalmente gli altarini si scoprono. Sono quelli del reparto psichiatrico dell’Ospedale civile di Brunico, diretto dal “solerte” prof. dott. Roger Pycha, psichiatra di origini lussemburghesi, assertore convinto della bontà dell’elettroshock e della contenzione (leggi: camicia di forza) che non smette di praticare nel suo reparto “d’avanguardia” (sic!) della Val Pusteria. Contro la “teoria Pycha” (che in realtà rimonta a Ugo Cerletti, che la “terapia elettroconvulsivante” aveva scoperto, per poi pentirsene o quasi, come rileva con la consueta intelligenza e “agudeza” (Baltasar Graciàn) negli anni Trenta dello scorso secolo, oggi ripresa alla grande a Pisa in Italia dal “vate della depressione” Giovanbattista Cassano, personaggio anche noto come “terapeuta delle star”, avendo “curato”, tra gli altri, Vittorio Gassman e Sandra Mondaini) ora si attiva la Commissione d’Inchiesta sulla Sanità del Senato, con il senatore (medico) Ignazio Marino, con l’aiuto del dott.Lorenzo Toresini, basagliano della prima ora e primario di psichiatria a Merano (tra quattro anni, con il suo pensionamento per motivi d’età, dovrebbe subentrare Pycha…). La situazione della psichiatria in Alto-Adige/Suedtirol, da sempre oltremodo opinabile,  entra ora giustamente nell’occhio del ciclone. Non occorre essere seguaci dell’anti (o a-)-psichiatria, ma anche solo “psichiatri democratici” per capire che l’elettroshock è metodo “terapeutico” contestato da tutti o quasi (solo un altrettanto opinabile manuale di psichatria svizzero-tedesco lo rivaluta, assieme agli psichiatri citati), che la contenzione si commenta da solo. Un’ultima considerazione: la prospettiva basagliana ha “figliato” la psichiatria democratica, nobile ma non coraggiosa (diciamo così) al punto da mettere in discussione la “malattia mentale”, mentre la prospettiva anti (e a-psichatrica, dove è inutile, in questa sede, tornare su nominalismi e distinzioni talora solo verbali) rileva come l’identificazione tra cervello=mente=psiche (o vogliamo tornare a dire “anima”? Ma allora, gnosticamente, si riaprirebbe la partizione anima/spirito) sia una mera ipotesi a-(o anti-)scientifica.  La “psichiatria democratica” o ripropone, in un modo o nell’altro, teorie di stampo neuro-fisiologico di derivazione ottocentesca (”frenologia” di Gall, certo ri-aggiornata) oppure si rifà al “work in progress” delle neuroscienze che però, quasi meccanicisticamente,  non contemplano scarti, eccezioni, insomma il fiorire della “singola personalità” che fa la ricchezza dell’essere umano. Altri, come il generoso Lorenzo Toresini e altri, si rifanno al meglio dell’impostazione basagliana, quella di orientamento esistenziale.  Chi scrive, in accordo con l’impostazione antonucciana, recepita dal Centro di relazioni umane, ritiene che nessuno(psichiatra o altro) possa sindacare il pensiero e il comportamento di altre persone.

Eugen Galasso     (Centro di Relazioni Umane)

http://altoadige.gelocal.it/cronaca/2012/06/24/news/psichiatria-a-rischio-i-basagliani-1.5312768

lunedì 18 giugno 2012

Nuova udienza del processo per la morte di Francesco Mastrogiovanni

Avv. Michele Capano

Udienza del 13 marzo 2012

«Francesco Mastrogiovanni aveva esattamente lo stesso disturbo mentale di Francesco Cossiga, che è stato eletto Presidente della Repubblica. Questi uomini hanno una marcia in più rispetto agli altri». Solo che uno è diventato presidente della Repubblica e l’altro è stato ammazzato nel reparto di psichiatria dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania.
Certo destini e storie diverse, politiche ed umane, ma accomunati dallo stesso male.

domenica 10 giugno 2012

Il direttore sanitario dell’ospedale di Vallo della Lucania: «La contenzione è un sistema di terapia ».

Francesco Mastrogiovanni
  DA: Slegami. Osservatorio sulla contenzione
Un familiare di Franco, accorso in ospedale subito dopo la notizia: «Franco era martirizzato, lividi profondi per tutto il corpo ».
Vallo della Lucania (SA) - 4 ottobre 2011 ore 14 circa - Nel giorno in cui sarebbe caduto l’onomastico di Francesco Mastrogiovanni, presso il Tribunale di Vallo della Lucania (SA), riprende il processo contro i sei medici e i dodici infermieri del reparto di psichiatria dell'ospedale San Luca di Vallo della Lucania (SA) rinviati a giudizio per la morte del maestro elementare di Castelnuovo Cilento, avvenuta nella notte del 4 agosto 2009, dopo un TSO illegittimo e illegale e quattro giorni di contenzione continua, immotivata ed illegale.

mercoledì 6 giugno 2012

Giustizia: colpevole di essere innamorato... vada in manicomio criminale



di Valentina Ascione

Gli Altri, 11 marzo 2011

Un viaggio. "Un viaggio tra malattia mentale e carcere, in cui non riesci a distinguere chi è matto da chi non lo è". Eppure per Irene Testa il carcere è pane quotidiano. Con l'associazione radicale di cui è segretaria "Il Detenuto Ignoto", se ne occupa tutti i giorni, da anni, e in questi anni ne ha viste - lei sì - "di ogni". L'Opg, però, è tutta un'altra

martedì 29 maggio 2012

Il doping degli studenti psicofarmaci agli esami / Il doping degli adolescenti nel mese prima degli esami


Il doping degli studenti psicofarmaci agli esami / Il doping degli adolescenti nel mese prima degli esami

27 maggio 2012 — pagina 1 - 21 sezione: PRIMA PAGINA
LI PRENDONO così, tra una versione di latino e gli esercizi di algebra, come fossero innocue aspirine. Ben 150mila studenti tra i 15 e i 19 anni, il 6 per cento della popolazione scolarizzata, ha usato psicofarmaci senza la prescrizione medica negli ultimi 12 mesi. Di questi, 80 mila sono

lunedì 28 maggio 2012

CONVERSAZIONI CON GIORGIO ANTONUCCI di ERVEDA SANSI



“Penso che spesso, oltre alla pericolosità del
giudizio psichiatrico, la cosa più pericolosa
sia la resa che una persona fa alla propria
convinzione di essere malata”.

“Giorgio Antonucci non ha niente del medico tradizionale, indaffarato, autoritario, privo di abbandoni che siamo abituati a conoscere. La sua faccia triste esprime una dolcezza morbida, acuta, quasi dolorosa. I suoi occhi sono pieni di una timida assorta attenzione”.
 E’ così che Dacia Maraini ritrae Giorgio Antonucci in un articolo di La Stampa, e del reparto autogestito di Imola fa la seguente descrizione: “Una volta aperta la porta del reparto mi trovo in una sala lunga e stretta affollata di gente. In fondo, sotto un affresco di mari ondosi su cui navigano barche dalle vele rosse, ci sono i ragazzi dell’Aquila venuti qui a suonare. Fra l’orchestra e la porta tante sedie con tanti ricoverati, donne e uomini.[...]
La musica di Mozart, con la sua armonia esplosiva dilata gli spazi, entra in queste facce contratte segnate dalle torture trasformando la bruttezza in bellezza, si fa liquido delicato piacere. I ragazzi dell’orchestra con le loro barbe, i loro blue jeans, i loro capelli lunghi suonano, impetuosamente brandendo i corni, i violoncelli, gli oboi. Alcuni dei degenti si mettono a ballare. Altri ascoltano a bocca aperta, facendosi cullare dalla meraviglia di quelle note. L’atmosfera rispetto ai reparti chiusi è diversa, c’è “confusione, vocio, disordine, colori. [...] Le pareti sono coperte di stampe colorate, disegni, fiori, stelle. Una ragazza in vestaglia va e viene portando dei dolci”.