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mercoledì 10 febbraio 2021
venerdì 15 maggio 2020
Involuntary Hospitalization of the Psychiatric Patient: Should it be Abolished? Ricovero involontario del paziente psichiatrico: Dev'essere abolito?
Questo film presenta una tavola rotonda tra Jules H. Masserman, M.D., Professore di Neurologia e Psichiatria, Northwestern University Medical School e Thomas S. Szasz, M.D., Professore di Psichiatria, State University di New York. Harold Visotsky, M.D., Presidente, Dipartimento di Psichiatria presso la Northwestern University Medical School, funge da moderatore. Dr. Masserman sostiene che ci sono alcune situazioni cliniche in cui un individuo deve essere ricoverato in ospedale contro la sua volontà per motivi psichiatrici, mentre il Dr. Szasz sostiene che la psichiatria deve essere praticata su base puramente contrattuale con il paziente.
mercoledì 13 maggio 2020
Il mito della malattia mentale di Thomas Szasz
"L'idea di scrivere questo libro sorse in me all'incirca dieci anni fa quando, affermato come psichiatra, cominciai a essere sempre più colpito dall'inesattezza, dal carattere capriccioso e, in generale, insoddisfacente del tanto diffuso concetto di malattia mentale nonché dei suoi corollari: diagnosi, prognosi e trattamento. Mi sembrò che, per quanto la nozione di malattia mentale fosse "storicamente" giustificata - traendo essa origine dall'identità storica di medicina e psichiatria -, non lo fosse "razionalmente"; e, se era stato un concetto utile nel diciannovesimo secolo, oggi fosse privo di valore dal punto di vista scientifico e dannoso dal punto di vista sociale.
Che cos'è la schizofrenia? di Thomas Szasz
"La pretesa affermazione secondo la quale alcune persone hanno una malattia definita schizofrenia (e altre presumibilmente non l'hanno) non è fondata su una particolare scoperta, ma soltanto sull'autorità medica: essa non è stata, in altre parole, la conseguenza di un lavoro scientifico ed empirico, ma di una presa di posizione etica e politica".
Thomas Szasz
martedì 17 settembre 2019
In morte di Giorgio Antonucci - di Vito Totire del 23.11.2017
Giorgio Antonucci è morto; è una perdita enorme.
Giorgio ha instancabilmente lavorato per la libertà e l’uguaglianza; lo ha fatto dal luogo più difficile, dall'interno delle mura dell’ospedale psichiatrico; inizia a lavorare a Gorizia con Franco Basaglia per poi spostarsi a Reggio Emilia dove la sua prassi entra in sinergia con la forza propulsiva del “movimento operaio”, quel movimento che con le sue “calate” invade con intenti e con risultati demolitori la assurdità della segregazione, nelle mura manicomiali, di una sofferenza psichica causata o concausata dal modo di produzione capitalistico.
mercoledì 5 dicembre 2018
sabato 11 giugno 2016
martedì 7 giugno 2016
Conversazione con Thomas S. Szasz sul pensiero e la pratica di Giorgio Antonucci
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| Thomas Stephen Szasz |
A cura di Piero COLACICCHI ~
Questa conversazione è stata registrata a Zurigo il 28 giugno 1981 in occasione del I Congresso Internazionale della Lega per i Diritti dell'Uomo sul tema "Psichiatria e diritti dell'uomo" La traduzione è stata condotta sul testo registrato.
Apparsa su "Collettivo R" n. 26-28 Maggio '82.
P.C. Stamane il dottor Antonucci nel suo intervento ha risposto a tre domande di fondo poste dagli organizzatori del congresso.
I) Fino a che punto la psichiatria rispetta i diritti umani ? Antonucci ha
risposto
che i diritti umani cominceranno a essere rispettati soltanto quando la
psichiatria
sarà scomparsa, in quanto la psichiatria è esclusivamente
un'ideologia e un metodo
di persecuzione. Così come ha aggiunto non si possono eliminare i
campi di concentramento
finché non si elimina il razzismo.
martedì 18 agosto 2015
Giorgio Antonucci: «La 'psichiatrizzazione' è contro la libertà»
Il caso dei nosocomi di frontiera usati nel dopoguerra per il confino per emigranti “fastidiosi”. Parla l'autore del volume “Diario dal manicomio” | |
25 Ottobre 2008
Emigrazione, sofferenza psichica e pratiche totalizzanti: emerge il caso che - tra gli anni '40 e '60 - delinea un instradamento anomalo al trattamento sanitario obbligatorio a danno di emigranti italiani, rei di presunte “turbe psichiche” manifestate in territorio straniero. Interviene in proposito il professor Giorgio Antonucci, scrittore ed attivista per i diritti umani, tra i maggiori esponenti del movimento dell'antipsichiatria fondato dall'americano Thomas Szasz: «la dottrina attesta da tempo che lo straniero è per sua natura in condizione di svantaggio, quindi esposto in quanto tale a riscontri di “anormalità” psichiatrica secondo giudizi arbitrari; è così che i “diversi”, gli emarginati, le vittime di guerra, all'occorrenza finiscono per essere riconosciuti tutti come “pazzi”».
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sabato 5 luglio 2014
martedì 14 gennaio 2014
venerdì 6 settembre 2013
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