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Edelweiss Cotti, Giorgio Antonucci e altri, davanti al reparto neurologico di Cividale del Friuli, chiamato Centro di Relazioni Umane, nel 1968. (PUBBLICATA SU: VIE NUOVE, ANNO XXIII, 29 AGOSTO 1968) |
Intervento del prof. Edelweiss Cotti
Occuparsi di psichiatria oggi, in Italia, col Paese messo com'è, ma
anche il resto del mondo non è messo molto meglio, sembra quasi
un'azione superflua, un lusso sfrenato. Non passa giorno che non
accadano cose incredibili!
Forse la pazzia sta dilagando dappertutto! E si potrebbe considerare che
è tempo perso cercare di porvi rimedio. Ma il problema comunque va
affrontato, perché si tratta di questioni vitali, con la psichiatria
abbiamo a che fare con delle vere e proprie condanne a morte, condanne a
morte civile per quelli ai quali viene affibbiata l'etichetta di malato
di mente. Una tale persona rischiava poco fa la morte civile ed ora,
poco ci manca, ma molto poco.
