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lunedì 10 settembre 2018

Materiali di Resistenza: L'Attivismo di Don Weitz - Resistance Matters: The Activism of Don Weitz by Irit Shimrat

Irit Shimrat and Don Weitz

by Irit Shimrat
Ho passato gran parte degli ultimi anni a scrivere e editare Resistance Matters: An Antipsychiatry Activist Speaks Out (Materiali di resistenza: un attivista antipsichiatrico dice la sua), che documenta la lunga e intensa carriera di attivista di Don Weitz, il nonno dell'antipsichiatria canadese. Ho pensato che ai lettori di Mad in America sarebbe piaciuto sapere in anticipo qualcosa sul contesto e sul contenuto di Resistance Matters.
Nel 1951, quando Don aveva 21 anni, i suoi genitori hanno reagito alla sua crisi esistenziale di identità, facendolo internare, prima all'ospedale Austen Riggs e poi all'ospedale McLean (entrambi situati nel Massachusetts, USA). Al McLean, dove è rimasto recluso per quindici mesi, Don è stato sottoposto, in modo coercitivo, a 110 "trattamenti" di shock insulinico da sub-coma. Dopo la sua liberazione, è diventato uno psicologo istituzionale, sperando di poter attuare delle riforme in strutture come quella in cui era stato torturato attraverso la psichiatria, ma dopo quindici anni di lavoro, si è reso conto che il cambiamento non sarebbe mai avvenuto dall'interno del sistema e si è unito al nascente Mental Patients Liberation Movement (Movimento di liberazione degli utenti psichiatrici).

venerdì 10 marzo 2017

Don Weitz - Selected Articles - Articoli Selezionati

May 6, 2012 at Occupy Psychiatry protest in front of the Clarke Institute of Psychiatry/Centre for Addiction and Mental Health, Toronto, Canada
Qui trovate una selezione di articoli scritti dall'attivista Don Weitz:

Rise Up/Fight Back Selected Writings of an Antipsychiatry Activist - by Don Weitz

https://www.kobo.com/it/en/ebook/rise-up-fight-back-selected-writings-of-an-antipsychiatry-activist 

Synopsis

The book features a radical perspective on psychiatry and the “mental health system” informed by an antipsychiatry perspective and anti-oppression analysis. In the Introduction, antipsychiatry is defined as active and radical resistance to psychiatry - antipsychiatry is not an intellectual or “academic exercise.” The book deconstructs psychiatry as a social control system.. As social control, psychiatry is specifically deconstructed as inherently coercive and based on force, fear and fraud. Psychiatry’s uses of force --involuntary committal, forced drugging, electroshock, physical restraints—are

mercoledì 24 agosto 2016

Don Weitz: Lottare per essere liberi


Jen Wolfe (Menya's sister and team organiser) and Don Weitz

 Lottare per essere liberi: Abolire il Trattamento Sanitario Obbligatorio – Una presentazione al Comitato per i Diritti delle Persone con Disabilità/CRPD


Più di 60 anni fa sono stato etichettato come “schizofrenico”, rinchiuso e sottoposto coercitivamente a 110 shock insulinici al McLean Hospital, una psicoprigione (ospedale psichiatrico), vicino a Boston, affiliato alla Harvard Medical School (Scuola di Medicina di Harvard) e al Massachusetts General Hospital (Ospedale Generale del Massachusett). Stavo attraversando una crisi d’identità esistenziale, ed ero impegnato a scoprire quello che avrei voluto essere e fare con la mia vita nel college, e mi hanno psichiatrizzato con l’etichetta di “malattia mentale” & “schizofrenia”. La mia famiglia era d’accordo con gli psichiatri che mi hanno sottoposto al trattamento sanitario obbligatorio e rinchiuso senza il mio consenso. Per 15 mesi ho vissuto in un reparto esclusivamente maschile, insieme ad altri 15 - 20 pazienti, alcuni danneggiati nel cervello dall’elettroshock e dalla lobotomia, altri intimiditi e traumatizzati dagli psicofarmaci “sicuri ed efficaci”. Noi tutti abbiamo sofferto la degradazione e l’umiliazione di essere incarcerati; la nostra vita quotidiana istituzionale era totalmente controllata dagli strizzacervelli. Negli anni successivi alla mia “dimissione” nel 1953, quando studiavo psicologia all’università e vedevo altri psichiatri, soffrivo frequentemente di ansia e di attacchi di panico.



domenica 24 aprile 2016

Don Weitz: Lottare per essere liberi


Lottare per essere liberi: Abolire il Trattamento Sanitario Obbligatorio – Una presentazione al Comitato per i Diritti delle Persone con Disabilità/CRPD


Più di 60 anni fa sono stato etichettato come “schizofrenico”, rinchiuso e sottoposto coercitivamente a 110 shock insulinici al McLean Hospital, una psicoprigione (ospedale psichiatrico), vicino a Boston, affiliato alla Harvard Medical School (Scuola di Medicina di Harvard) e al Massachusetts General Hospital (Ospedale Generale del Massachusett). Stavo attraversando una crisi d’identità esistenziale, ed ero impegnato a scoprire quello che avrei voluto essere e fare con la mia vita nel college, e mi hanno psichiatrizzato con l’etichetta di “malattia mentale” & “schizofrenia”. La mia famiglia era d’accordo con gli psichiatri che mi hanno sottoposto al trattamento sanitario obbligatorio e rinchiuso senza il mio consenso. Per 15 mesi ho vissuto in un reparto esclusivamente maschile, insieme ad altri 15 - 20 pazienti, alcuni danneggiati nel cervello dall’elettroshock e dalla lobotomia, altri intimiditi e traumatizzati dagli psicofarmaci “sicuri ed efficaci”. Noi tutti abbiamo sofferto la degradazione e l’umiliazione di essere incarcerati; la nostra vita quotidiana istituzionale era totalmente controllata dagli strizzacervelli. Negli anni successivi alla mia “dimissione” nel 1953, quando studiavo psicologia all’università e vedevo altri psichiatri, soffrivo frequentemente di ansia e di attacchi di panico.



giovedì 30 gennaio 2014

MAYDAY - Doctors Who Can't Wait - Elettroshock-poesia di Don Weitz

MAYDAY - Doctors Who Can’t Wait*
(Dedicated to Elizabeth Ellis and other elderly women shock survivors)



wake up everybody
it’s shock day every monday-wednesday-friday
in psychoprison Anoka
where 67-year-old Elizabeth Ellis

waits in silence, refuses to talk to
doctors who can’t wait
to label her “catatonic”
doctors who can’t wait
to fire 200 volts
into her fragile aging brain
doctors who can’t wait

giovedì 23 gennaio 2014








As prisons Canadian killed Ashley Smith: a national crime and Shame


December 14, 2013

This is a critical report about the detention of a young, Ashley Smith, his being diagnosed as "mentally ill" and his death in a women's prison, and the investigation that ended in Toronto at the beginning of December 2013 .
Born in 1988 in Moncton, New Brunswick and adopted as a child, teenager Ashley Smith was a very troubled and rebellious. By the time she was 13, she was always in trouble at school, he often refused to participate or dropped. On one occasion, Ashley was accused of the crime, actually a childish prank of "throwing crabapples at a postal worker." For this so-called crime, Ashley was found guilty and sentenced to imprisonment in New Brunswick Youth Centre where she was frequently punished and segregated, thrown in solitary confinement for three consecutive years. personnel of detention, and l