Basandosi su un'esperienza diretta, l'intervento sottolinea la necessità che la futura legge vada oltre il semplice riconoscimento dei diritti, puntando a garantirne l'effettivo esercizio.
Tra le questioni chiave affrontate figurano la scarsa rappresentanza diretta delle persone con disabilità psicosociale, l'importanza della partecipazione in prima persona, il "sanismo" (pregiudizio basato sulla salute mentale), l'accessibilità psicosociale, il sostegno al processo decisionale, l'eliminazione di ogni forma di coercizione e la necessità che qualsiasi normativa riguardante le nostre vite includa ambiti quali l'abitazione, l'occupazione, l'istruzione, il sistema giudiziario, i servizi sociali, i media e la comunità.
Il concetto centrale è che riconoscere i diritti non basta: è indispensabile creare le condizioni, i supporti, le risorse e le garanzie che rendano possibile l'effettivo esercizio di tali diritti.
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