lunedì 8 maggio 2017

Giuseppe Tradii, Pittore - Painter

Giuseppe Tradii, porta dell'ex Ospedale Psichiatrico Lolli di Imola




“Sono nato ad Ajaccio nel 1936. Quando ero ancora giovane, una sera in stato di ubriachezza, sono stato arrestato per aver dato fuoco  ad un pagliaio. Ho trascorso due anni nel manicomio criminale di Aversa, poi sono stato trasferito al manicomio di Imola da cui sono stato dimesso poco dopo. Ma dopo qualche tempo, dopo una notte trascorsa fuori casa, mi sono ritrovato di nuovo al manicomio.


Giuseppe Tradii è stato internato per  trent’anni all’interno di un reparto dell’Ospedale Psichiatrico di Imola (Bologna). La sua creatività si è liberata durante un periodo di apertura del manicomio e di autogestione del reparto.  I murales che ha dipinto un po’ ovunque sui muri e sulle porte del reparto sono stati riconosciuti come beni culturali dal Comune di Imola.

In qualunque luogo ti trovi, la porta indica sempre una soglia controllata e la domanda che bisognerebbe farsi per cogliere il rapporto fra controllori e controllati è: "Chi gestisce le chiavi della porta?" Adriano Pallotta, un veterano degli infermieri, racconta che al S. Maria della Pietà, il manicomio di Roma, la chiave della  porta di ingresso del padiglione era tutta dorata, "a tre giri", il responsabile era un infermiere che svolgeva unicamente quella mansione. Fu battezzata "la chiave del paradiso". 

GIUSEPPE TRADII

“I was born in Ajaccio in 1936. When I was young I was arrested one night because I had set fire to a hay barn while drunk. I spent two years in the criminal asylum in Aversa, then I was moved to Imola from where I’ve been quickly released. But some time later, during a night out, I found myself back there again”.
Giuseppe Tradii has spent thirty years in a ward of Imola Psychiatric Hospital. His creativity revealed itself during a moment of opening of the asylum, while the ward was self-organized. He drew graffiti all over the walls and doors, that have later been recognized as “cultural goods” from Imola’s municipality.

Wherever it is, the door always stands for a controlled passage and the question we should ask in order to understand the relation controllers-controlled is: “Who has the key that opens the door?”.
Adriano Pallotta, an old nurse, explains that the key to the door in the “S. Maria della Pietà” was golden like. It was held by a nurse whose only task was to check the door. It had been surnamed “the key to paradise”.

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