È polemica sulla recente missione del ministro degli Esteri Luigi Di Maio in Kenya, dove ha preso parte alla cerimonia per la posa della prima pietra dell’ospedale neuropsichiatrico New Uhuru International Neuro Psychiatric Hospital, iniziativa del Gruppo San Donato di Milano e della sua controllata GK Investment Holding Group che per la formazione degli operatori locali si affideranno all’università privata milanese Vita-Salute San Raffaele. Ma non sono tanto gli affari in Africa del gigante nostrano della sanità privata, quanto la presenza del ministro a scatenare le proteste di molte associazioni italiane che si occupano di salute mentale, firmatarie di una lettera indirizzata al premier Mario Draghi, allo stesso Di Maio e al ministro della Salute Roberto Speranza. “L’Italia in Africa smentisce la Riforma Basaglia e inaugura la costruzione di un manicomio in Kenya”, titola la lettera aperta, che alle tre cariche dello Stato rivolge domande dirette, a partire dalla presenza del ministro all’inaugurazione di un’opera che “confligge non solo con le strategie e le leggi in materia del nostro paese ma anche con le convenzioni internazionali, che l’Italia ha firmato”.