mercoledì 19 settembre 2018

Lavaggio del cervello: Esperimenti segreti della CIA in Canada - Brainwashed : The Secret CIA Experiments in Canada






Brainwashed : The Secret CIA Experiments in Canada


tratto da: https://www.cbc.ca/


di Bob McKeown



Sembrava un brutto film horror di Hollywood. Pazienti in un ospedale psichiatrico sottoposti a intensivi elettroshock, LSD e coma farmaco-indotto. Ma per centinaia di canadesi è stato un incubo fin troppo reale. Si è trattato di brutali esperimenti su cavie umane - finanziati dal governo canadese e dalla US Central Intelligence Agency.

Preoccupato per il lavaggio del cervello dei soldati statunitensi che erano stati prigionieri di guerra in Corea, la CIA ha finanziato esperimenti di controllo mentale in tutto il Nord America. Si sono rivolti al dottor Ewen Cameron e al famoso Allen Memorial Institute di Montreal.

Negli anni '50 e '60, i pazienti in trattamento sanitario obbligatorio per qualcosa di così semplice come la depressione post-partum, sono stati sottoposti per settimane al sonno indotto chimicamente, e a cicli continui di elettroshock. Molti sono emersi spezzati e distrutti, i loro ricordi cancellati e le menti permanentemente danneggiate.

venerdì 14 settembre 2018

CALENDARIO INIZIATIVE/PRESENTAZIONI in ITALIA di “INDAGINE SU UN’EPIDEMIA ” con ROBERT WHITAKER ottobre 2018




“Indagine su un'epidemia. Lo straordinario aumento delle disabilità psichiatriche nell'epoca del boom degli psicofarmaci” di Robert Whitaker edizioni Giovanni Fioriti *

Venerdì 12/10/2018 Presentazione del libro a Torino
per info:antipsichiatriatorino@inventati.org

sabato 13/10/2018 Presentazione del libro a Firenze
organizza il Collettivo Antispichiatrico Antonin Artaud c/o il CSA NexT Emerson in via di Bellagio alle ore 18 per info:
 antipsichiatriapisa@inventati.org

Domenica 14/10/2018 Presentazione del libro a Modena
c/o la Scintilla alle ore 17:30
per info: lascintilla@autoproduzioni.net

Lunedì 15/10/2018 Presentazione del libro a Pisa
c/o Università alle ore 16:30 organizza il Collettivo Antispichiatrico Antonin Artaud
per info: antipsichiatriapisa@inventati.org

Martedì 16/10/2018 Presentazione del libro a Roma
per info: senzanumero@autistici.org

Festival Psy - Collecchio 22/23 settembre

Programma:

Salute e libertà, il Garante tutela i pazienti in TSO di Grazia Zuffa

Foto da https://www.fuoriluogo.it/

Articolo di 


Grazia Zuffa commenta l’impegno del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale nei confronti delle persone sottoposte a TSO per la rubrica di Fuoriluogo su il manifesto del 5 settembre 2018.

I pazienti psichiatrici sottoposti a Trattamento Sanitario Obbligatorio (Tso) sono protetti dalla vigilanza del Garante nazionale delle persone private della libertà personale, come ricorda la recente Relazione al Parlamento dello stesso. Di più. Il controllo sui luoghi e sulle condizioni in cui si svolgono i Tso è segnalato come settore di intervento nuovo e privilegiato, insieme ad altri nello stesso ambito sanitario: riguardanti soggetti deboli (anziani come disabili), che, dietro lo schermo delle pretese cure, rischiano di scivolare in situazioni di limitazione o privazione della libertà.

giovedì 13 settembre 2018

Opposizione della Bulgaria al Progetto di Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo


Le organizzazioni per la disabilità accolgono con favore l'opposizione della Bulgaria al Progetto di Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo

Accogliamo con favore la leadership della Bulgaria che si oppone al Progetto del Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo che, se adottato, autorizzerebbe il trattamento sanitario obbligatorio, e il ricovero obbligatorio soprattutto in istituzioni di persone con disabilità, in particolare delle persone con disabilità psicosociali. Queste pratiche sono inaccettabili ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Mentre è stata solo segnalata l'opposizione del Portogallo al progetto, la Bulgaria è il primo paese a opporsi pubblicamente al Progetto di Protocollo Aggiuntivo del Consiglio d'Europa "relativo alla protezione dei diritti umani e della dignità delle persone con disturbo mentale in relazione al trattamento sanitario obbligatorio".

Questo fa sì che sia il primo Stato Europeo a dichiarare ufficialmente che la Bulgaria prende le distanze dall'istituzionalizzazione e dal trattamento sanitario obbligatorio delle persone con disabilità psicosociali, intellettuali e altre.

L'obiezione contro l'aggiunta alla Convenzione di Oviedo del Consiglio d'Europa sulla biomedicina è stata annunciata durante la ventesima sessione del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

La posizione della Bulgaria contro il progetto illustra gli attuali sviluppi nel mondo in materia di diritti umani, allontanandosi dall'esclusione e sostenendo che ogni persona possa esercitare i propri diritti e le proprie volontà.

Accogliamo con favore questa dichiarazione e incoraggiamo altri Stati membri del Consiglio d'Europa ad unirsi a Portogallo e alla Bulgaria nello sforzo affinché ritirino il Progetto di Protocollo Aggiuntivo. Se adottato, il Protocollo consentirà gravi violazioni dei diritti umani, solidificherà l'istituzionalizzazione delle persone con disabilità e contrasterà i diritti stabiliti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Traduzione a cura di Erveda Sansi

Questa dichiarazione è stata sostenuta da:

European Disability Forum

International Disability Alliance

Autism Europe

Mental Health Europe

Inclusion Europe

ENUSP - European Network of (ex)users and survivors of psychiatry (ENUSP)

Per informazioni contattare:

André Félix
External Communications Officer
European Disability Forum
tel +32 2 282 46 04 | Mobile +32 4 831 18 71 80 
andre.felix@edf-feph.org

Related information 

7 anni senza psicofarmaci: Un messaggio a coloro che sono etichettati dalla psichiatria






Monica Cassani
.di Monica Cassani 
12 febbraio 2017



Beyond Meds: Monica Cassani ha visto il sistema da entrambe le parti - come assistente sociale e come persona la cui vita è stata gravemente lacerata dagli psicofarmaci. Scrive criticamente sul sistema, ma anche sui percorsi olistici di guarigione senza psicofarmaci.

articolo originale:

https://www.madinamerica.com/

Sette anni fa, ho completato un processo di sei anni di dismissione da sei psicofarmaci. Quel processo è stato lo stimolo per iniziare a parlare di ciò che sta accadendo in psichiatria, con troppi di noi che ne sono gravemente danneggiati. Ho appreso ciò che stava accadendo non solo attraverso la mia esperienza personale, ma anche con il mio lavoro di assistente sociale, con utenti che erano assoggettati al sistema di salute mentale tramite il sistema dei servizi sociali. La mia esperienza sia di ex-paziente che di figura professionale della salute mentale, mi consentono alcune intuizioni interessanti e talvolta scomode, relative al sistema di salute mentale negli Stati Uniti.

La mia storia di danno iatrogeno è stata condivisa a novembre di alcuni anni fa sul sito del Dr. David Healy RxISK: la storia di Monica: le conseguenze della polipsicofarmacologia.

Ho anche una pagina sul mio sito web che documenta il mio viaggio di dismissione. Per ulteriori dettagli: Monica: dismissione documentata

Mi sto ancora riprendendo dal grave danno subito dagli psicofarmaci. Per alcuni di noi che hanno riportato gravi sindromi da sospensione, il processo di dismissione può richiedere diversi anni. Il mio compleanno e il mio anniversario di sette anni di liberazione dagli psicofarmaci è stato il 9 febbraio. Di solito faccio un video e lo pubblico quel giorno, ma in realtà ero a letto quasi tutto il giorno e non mi sentivo affatto bene ... quindi il video e lo pubblico oggi.




Altre informazioni sull'argomento: anniversario senza psicofarmaci

mercoledì 12 settembre 2018

Il pregiudizio psichiatrico di Giorgio Antonucci da scaricare gratuitamente


Da scaricare gratuitamente: Il pregiudizio psichiatrico di Giorgio Antonucci

https://eleuthera.it/

Giorgio Antonucci. L’importanza di Dante



Intervista a cura di Erveda Sansi

Parlaci di Dante Alighieri! – Chiedono alcuni amici, provenienti da Bruxelles, Oviedo e Milano che a Firenze incontrano Giorgio Antonucci, dopo la visita alla casa natale di Dante. Di seguito uno stralcio della conversazione, trascritta qui da Vincenzo Iannuzzi.

Dante è importante perché la lingua italiana si riferisce ancora a lui, nel senso che se uno legge la Divina Commedia, a parte le difficoltà dovute all’interpretazione di certe cose che sono dei tempi passati, però la lingua “Nel mezzo del cammin di nostra vita” è precisa, si parla ancora così. Cosa singolare, perché per esempio gli inglesi attuali non leggono Shakespeare nell’originale, perché la loro lingua è cambiata. Per gli italiani, ora non so dire il perché, la lingua è rimasta collegata a Dante, perché è cominciata con Dante, è diventata la lingua nazionale e continua a essere attuale tuttora. Benigni può recitare Dante in un teatro e tutti lo possono ascoltare e capire, perché la lingua non è cambiata. Questo per quanto riguarda la lingua. Lascio stare il discorso della poesia in questo momento, ma per quanto riguarda il pensiero, Dante ufficialmente è cattolico. Però le sue idee sono tutte originali, lui va per conto suo. Nella pratica Dante, siccome fu eletto priore, viene mandato come delegato a Roma, perché il Comune di Firenze vorrebbe sottrarsi all’influenza del papa. Firenze è un Comune, come del resto Bruxelles, che si è formato allora, nel duecento. Questo Comune fa fatica a mantenere la propria indipendenza dall’influenza dell’imperatore e del papa. Dante va a Roma e dice al papa tutto quello che pensa. Il che significa che, per gli intrighi che ci sono, il papa ha aumentato il suo potere su Firenze e quando Dante vuole rientrare glielo impediscono condannandolo a morte. Tra l’altro con una scusa assurda: lo fanno condannare a morte come se avesse fatto delle speculazioni, come se avesse preso delle tangenti, quando Dante è assolutamente al di fuori di queste cose. Era stato priore, si era occupato anche dei lavori pubblici e aveva fatto tutto correttamente, ma lo accusano di aver fatto delle irregolarità. Allora comincia il suo esilio. Ad un certo punto dell’esilio, la Repubblica di Firenze gli offre di rientrare se scrive una lettera in cui si dichiara colpevole e si pente. Lui risponde che a Dante Alighieri nessuno dice di dichiarare il falso per rientrare in città. Allora lo ricondannano a morte una seconda volta, riconfermano la condanna a morte e implicano anche la famiglia, che deve scappare. Così è stato condannato a morte due volte.

lunedì 10 settembre 2018

Linda Steele: Sfidare il “Monopolio della Violenza” nella Giurisprudenza


Linda Steele: Sfidare il “Monopolio della Violenza” in Giurisprudenza

articolo originale: 

Sfidare il “Monopolio della Violenza” in Giurisprudenza: Diritti Umani e Violenza Lecita specifica nella Disabilità


La Dr.ssa Linda Steele, Docente, Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Wollongong, Australia, caratterizza il trattamento sanitario obbligatorio in psichiatria come forma di violenza specifica della disabilità condonate dalla legge nazionale e quindi non suscettibili di ricorso legale.

29 Marzo 2016

La Convenzione sui diritti delle persone con disabilità [i] (“la CRPD”) rappresenta un caposaldo dei diritti umani e asserisce che i trattamenti sanitari, la detenzione e la contenzione chimica e fisica non consensuali, devono essere considerate forme di violenza discriminatorie nei confronti delle persone con disabilità. Al fine di vietare esplicitamente queste pratiche e fornire vie legali per i risarcimenti, gli organismi dei diritti umani delle Nazioni Unite devono essere costanti e perseveranti nel sollecitare gli Stati Parte a riformare le leggi penali e civili. Fino a quando questo non avverrà, queste pratiche continueranno a rappresentare forme lecite di violenza, che saranno ammesse e anzi, consentite dallo Stato e dalla legge.

Nel mio post discuterò brevemente il concetto di “violenza lecita” e del perché il trattamento sanitario, la detenzione e la contenzione fisica e chimica non consensuali, costituiscano “violenza lecita, specifica della disabilità”. In seguito spiegherò come la CRPD rappresenti una caposaldo dei diritti umani per poter contestare la legittimità di questo tipo di violenza, e ciò che deve essere fatto per sollecitare gli Stati Parte ad attenersi alla CRPD e infine, vietare e porre rimedio alla violenza lecita nel caso specifico della disabilità.

Materiali di Resistenza: L'Attivismo di Don Weitz - Resistance Matters: The Activism of Don Weitz by Irit Shimrat

Irit Shimrat and Don Weitz

by Irit Shimrat
Ho passato gran parte degli ultimi anni a scrivere e editare Resistance Matters: An Antipsychiatry Activist Speaks Out (Materiali di resistenza: un attivista antipsichiatrico dice la sua), che documenta la lunga e intensa carriera di attivista di Don Weitz, il nonno dell'antipsichiatria canadese. Ho pensato che ai lettori di Mad in America sarebbe piaciuto sapere in anticipo qualcosa sul contesto e sul contenuto di Resistance Matters.
Nel 1951, quando Don aveva 21 anni, i suoi genitori hanno reagito alla sua crisi esistenziale di identità, facendolo internare, prima all'ospedale Austen Riggs e poi all'ospedale McLean (entrambi situati nel Massachusetts, USA). Al McLean, dove è rimasto recluso per quindici mesi, Don è stato sottoposto, in modo coercitivo, a 110 "trattamenti" di shock insulinico da sub-coma. Dopo la sua liberazione, è diventato uno psicologo istituzionale, sperando di poter attuare delle riforme in strutture come quella in cui era stato torturato attraverso la psichiatria, ma dopo quindici anni di lavoro, si è reso conto che il cambiamento non sarebbe mai avvenuto dall'interno del sistema e si è unito al nascente Mental Patients Liberation Movement (Movimento di liberazione degli utenti psichiatrici).

domenica 9 settembre 2018

Basta Trattamenti Psichiatrici Obbligatori - Stop Forced Mental Health Treatment


Muore in Psichiatria, aperta un’inchiesta - Sassari


Vittima un 30enne sassarese. La madre: «Aveva mani e piedi legati». La Procura ha ordinato il sequestro della salma


SASSARI. Il 28 agosto Paolo stava meglio, tanto che un medico del reparto di Psichiatria del Santissima Annunziata voleva dimetterlo. Ma alla fine non se ne era fatto nulla perché il centro di riabilitazione psichiatrica “Santa Sabina” di Pattada (che ospitava il paziente prima che venisse ricoverato a Sassari), non aveva più il posto disponibile. Forse si era agitato un po’ anche per questo motivo Paolo, perché sperava di andar via dall’ospedale e invece non aveva potuto farlo. Si era agitato e lo avevano sedato. Da quel momento ha cominciato a peggiorare e lunedì mattina è morto.

CONTRO LA PSICHIATRIZZAZIONE DEL DISAGIO. Giorgio Antonucci e Armando Ve...