lunedì 25 luglio 2016

La psichiatria forzata è tortura di Tina Minkowitz

foto: http://www.gyotong.org/home/


Articolo originale: http://www.madinamerica.com/2015/04/forced-psychiatry-torture/



La psichiatria forzata è tortura

La presente è una versione leggermente modificata del mio contributo “Articolo 15 del CRPD [Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità]: la sua potenzialità di porre fine all’Impunità per Tortura in Psichiatria”, presentato durante un evento collaterale della 13^ sessione del Comitato sui Diritti delle Persone con Disabilità il 30 marzo 2015. Sono disponibili anche un video dell’evento collaterale [Video of the side event] e materiali di altri partecipanti, che sono stati caricati sulla pagina CHRUSP Resources page. La presente stesura include, tra parentesi, il materiale non contenuto nel contributo originale.
La Convenzione ONU dei Diritti delle persone con disabilità (CRPD) e l’Obbligo di Vietare e Prevenire la Tortura e i Maltrattamenti.

venerdì 22 luglio 2016

Dacia Maraini - Rosa e rosso: storia di Maria Luigia




http://www.ecn.org/filiarmonici/antonucci-41.html

Rosa e rosso: storia di Maria Luigia
di Dacia Maraini,

Paese Sera 6 luglio 1980

Maria Luigia è una ragazza robusta, bruna, con una faccia candida e corrucciata, due bellissimi occhi marroni liquidi intelligenti. È figlia di immigrati meridionali. È stata portata al Cim (Centro di igiene mentale) di Imola perché si comportava in modo "strano". E questo per una donna significa: uscire sola di notte, fare l'amore con diversi uomini senza nascondersi, avere orari stravaganti, essere insofferente di regole prestabilite, usare un atteggiamento ribelle. Non ultima grave "stranezza" da punire è stata quella di rimanere incinta senza sapere chi sia esattamente il padre.
I genitori la cacciano di casa. Lei gira di qua e di là, finisce al Cim che la manda all'ospedale Osservanza dove la riempiono di psicofarmaci pur sapendo che è incinta e la tengono sotto "osservazione". Lei scappa. La riportano dentro. Quindi la mandano in una casa-famiglia a Russi dove vive con altri ricoverati in una minuscola stanza nuda sotto la sorveglianza di assistenti sociali. Ma Maria Luigia non è contenta: chiede una casa per sé e per il figlio, rifiuta di prendere gli psicofarmaci perché ha letto sulla scatola che possono nuocere al bambino che deve nascere.
Viene rimandata in ospedale. Il medico di guardia, il dottor Antonucci (un guastatore secondo i direttori dell'ospedale perché si rifiuta sistematicamente di usare i metodi coercitivi, non usa psicofarmaci di sorta e rimanda appena può i cosiddetti "matti" a casa), applica la nuova legge chiedendo alla ragazza se vuole trasformare la reclusione forzata in reclusione volontaria (scelta prevista dalla legge e che permette di uscire quando se ne ha voglia). Maria Luigia decide di entrare volontariamente e il giorno dopo se ne torna fuori.

giovedì 21 luglio 2016

Gli ultimi della fila - Speciale Tg1 17 luglio 2016





http://www.sardiniapost.it/cronaca/il-caso-onnis-lotto-contro-lomerta-per-mio-fratello-vittima-dellaias/

Robert Whitaker: Argomenti a sfavore dei farmaci antipsicotici: più danni che benefici in 50 anni d’impiego

 

fotografia dal sito http://www.mindbodyhealthpolitics.org/robert-whitaker-anatomy-of-an-epidemic.htm


Riportiamo dal sito http://www.nopazzia.it/psicofarm/antipsicotici-whitaker.html un articolo interessante di

Robert Whitaker *

19 Rockingham St., Cambridge, MA 02139 USA
tradotto da Paola Marangon per "Osservatorio Italiano Salute Mentale" www.oism.info
da: Medical Hypotheses (2004) 62, 5-13
http://intl.elsevierhealth.com/journals/mehy

Sintesi. Sebbene la terapia standard per i pazienti schizofrenici nei paesi industrializzati consista nella somministrazione di farmaci neurolettici, questa prassi non è corroborata dalla ricerca condotta sull’uso di tali farmaci in un periodo di 50 anni. Un’analisi critica rivela che questo paradigma di cura aggrava gli esiti a lungo termine, almeno nei dati aggregati, e che il 40% o più dei pazienti schizofrenici se la caverebbe meglio senza l’uso di tali farmaci. Una terapia basata sulle evidenze dovrebbe prevedere l’impiego selettivo di farmaci antipsicotici, sulla base di due principi: (a) nessuna somministrazione immediata di neurolettici ai pazienti al primo episodio di crisi; (b) possibilità per ogni paziente stabilizzato con neurolettici di sospendere gradualmente l’assunzione dei farmaci. Questo modello aumenterebbe drasticamente i tassi di recupero e ridurrebbe la percentuale di casi in cui la malattia diventa cronica.

mercoledì 20 luglio 2016

معلومات عن الحInformazioni sul Trattamento Sanitario Obbligatorio - Information about forced treatment

 



معلومات عن الحجر الصحي الإجباري

  من القانون الايطالي هي المادة المختصة بالعلاج الصحي الإجباري في ايطاليا. تنص المادة رقم88                 180/78المادة رقم 78/180 بشكل عام علي ان تكون الرعاية الصحية طوعيية . حدد القانون ذاتة  أيضا تلك الحالات التي من الممكن ان يتم فيها الحجز الاجباري ضد ارادة الشخص نفسة : و هو ما  يعرف بالحجر الصحى الإجبارى والذي يتم العمل به في أى  قسم من أقسام  الامراض النفسية  في المستشفيات المدنية العامة (قسم تشخيص و علاج الأمراض النفسية).
 الحجر الصحي الإجباري ينص القانون علي ان مدة العلاج الإجباري هي 7 أيام, ومن الضرورى إتباع  العديد من الخطوات من أجل العمل بة.  يجب أن يتم بإذن من رئيس البلدية  محل إقامة الشخص و بناءَا على طلب مقدم من الطبيب العام ومصدق علية  من طبيب امراض نفسية يعمل في مستشفي عام.

venerdì 24 giugno 2016

Il “trattamento” forzato è Tortura di Peter Breggin


Peter Breggin da: http://www.psychsearch.net/peter-breggin


articolo originale:



La tortura ha spesso un preciso obiettivo: quello di spezzare la volontà della vittima e quello di intimidire gli altri affinché abbiano paura che la tortura sarà inflitta anche a loro. Chiunque ha lavorato o è stato un paziente in un reparto psichiatrico, è stato testimone di costanti tentativi di spezzare la volontà dei pazienti, limitando la loro libertà e le loro attività, trattandoli come bambini, minacciandoli, utilizzando la contenzione fisica e l’isolamento e per ultimo, infliggendo loro farmaci ed elettroshock che rendono l’individuo indifeso. L’impatto più profondo dei neurolettici (antipsicotici), è quello di rendere l’individuo indifferente, apatico e docile; ma gli psicofarmaci continuano solitamente a infliggere tormento fisico e mentale. 

giovedì 23 giugno 2016

Bonnie Brustow: perché è necessario sostenere il divieto assoluto del TSO

Da sinistra a destra: Shaindl Diamond, Dr. Bonnie Burstow, and Don Weitz dal sito: https://psychiatrybuster.wordpress.com/


Bonnie Brustow: Appello all’azione


di Dr. Bonnie Burstow, ricercatrice e attivista

articolo originale: https://absoluteprohibition.wordpress.com/2016/02/05/bonnie-burstow-on-call-to-action/

L’appello all’azione di CHRUSP [Center for Human Rights of Users and Survivors of Psychiatry -Centro per i Diritti Umani degli Utenti e Sopravvissuti alla psichiatria] e il suo significato.


Il trattamento sanitario obbligatorio o la reclusione involontaria, o entrambi (per i dettagli, vedere Burstow, 2015 a), sono stati illustrati da diversi strumenti delle Nazioni Unite, e nel diritto internazionale si è materializzata una serie davvero critica di integrazioni. Probabilmente la più significativa è la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (vedi: http://www.ohchr.org/EN/HRBodies/CRPD/Pag/ConventionRightsPersonsWithDisabilities.aspx)
 
Cosa la rende così importante? Per prima cosa, questa Convenzione di importanza fondamentale, propone niente di meno che il divieto totale, del trattamento sanitario obbligatorio e della reclusione involontaria di persone che non hanno violato la legge.

Ci sono un paio di passaggi rilevanti da mettere in evidenza: l’articolo 12 del CRPD afferma: “Gli Stati Parti dovranno riconoscere che le persone con disabilità godono della capacità legale su base di eguaglianza rispetto agli altri in tutti gli aspetti della vita”. Di conseguenza, articolo 14 afferma:

Gli Stati Parti devono garantire che le persone con disabilità, su base di eguaglianza con gli altri:

1. Devono poter godere del diritto alla libertà e alla sicurezza della persona

2. Non devono essere privati della loro libertà illegalmente o arbitrariamente ... e che l'esistenza di una disabilità non può in alcun modo giustificare una privazione della libertà.

Giuseppe Casu - Dieci lunghi anni ...da quando è morto legato al letto - died during forced treatment, tied to the bed



dal blog Verità per mio padre: Giuseppe Casu

....................E' MORTO LEGATO NEL LETTO DI PSICHIATRIA AL SANTISSIMA TRINITÀ (CA) PERCHE'?

MERCOLEDÌ, GIUGNO 22, 2016


Dieci lunghi anni






22 giugno 2006 - 22 giugno 2016. 10 lunghi anni sono già trascorsi. Fortuiti e decisivi sono stati gli incontri con Francesca Ziccheddu (fondatrice del Comitato Verità e Giustizia per Giuseppe Casu e Presidentessa dell’Asgop), Gisella Trincas (Presidentessa dell’ A.S.A.R.P ed U.N.A.S.A.M.), e gli avvocati Mario Canessa e Dario Sarigu. Prezioso il sostegno di quanti hanno contribuito in modo concreto ma anche emotivo, facendo di questa ricerca di verità e giustizia sulla morte di Giuseppe Casu una lotta comune che non è rimasta dentro i soli confini sardi.

E pensare che mio padre voleva solo stare in piazza a fare l’ambulante e invece gli è stato “confezionato” un T.S.O. per tempo, con tanto di giornalista e fotografo, per motivi di ordine pubblico…

David Oaks parla di diritti - Speaking Out for Our Rights




My Operation Tomorrow: Mental Health Justice, Speaking Out for Our Rights, and Creative Maladjustment


Dal sito di David Oaks: http://www.davidwoaks.com/oaks-operation-cmweek

Posted by  on June 22, 2016 in ActivismEnvironmentMental Health | 1 comment
In a few minutes, I head up to Portlandia with my darling Debra, to get my throat slit tomorrow.
Do not worry, I have not been captured by ISIS for a beheading. My throat operation to insert a Gore-Tex  little implant in one of my vocal folds to help me, hopefully, be louder. For the past 42 years I have been a psychiatric survivor, and in the last few decades I have seen how working with the disability movement can amplify our voices.
Three-and-a-half years ago, I broke my neck in an accident, involving our cat, Bongo, really! Because of a pre-exisiting condition and complications, I ended up with not just a power chair, the new status of quad, but also about ten other disabilities, but who is counting?
I never expected the idea of trying to find my voice to become so literal!
And with good results, I hope to contribute my voice to Creative Maladjustment Week, which begins in two weeks, Thursday, July 7. This year the celebration week will become eight days long to include the birthday of the late psychiatric survivor, author, and friend, Leonard Roy Frank, July 15.
So what will be my first words after surgery? A documentary film maker David Zupan, another good friend, will be there to record it. I do not expect I will be as articulate as the late Charlie Chaplin, below, but you can enjoy him as he sums up what I would like to say!
For more info about CM week please go to the  CM website and also please connect via the via the facebook pageFacebook page.
Here is Charlie:



martedì 21 giugno 2016

Controllo psichiatrico e sociale REMS: normative e paradossi di Chiara Gazzola




Controllo psichiatrico e sociale

REMS: normative e paradossi

di Chiara Gazzola


Spesso le normative relative agli ambiti assistenziali, sanitari ed educativi si rivelano come un alibi per lo stato, una tutela difensiva da attuare nei confronti di chi metterebbe a repentaglio “la convivenza sociale democratica”. Ecco che allora si impreziosiscono sempre più i sistemi del controllo, validi per l’utenza, per gli operatori e per la cittadinanza: a meritare rispetto e salvaguardia sono soltanto le istituzioni, un’impersonale struttura ideologica alla quale deve far riferimento chi non vuole rischiare ritorsioni. Ingiustizia sociale e carenza di luoghi non strutturati, ove gli individui possano condividere l’esigenza di soddisfare bisogni primari e socialità, creano il presupposto per soluzioni calate dall’alto e regolamentate ad hoc. Il dibattito si arena quando prevale l’esigenza istituzionale di stabilire i rapporti di forza: da un lato, tramite il Codice Penale, si dettagliano i crimini, dall’altro si inducono i contesti di marginalità affinché si possano avviare gli interventi. Da questo punto di vista è la logica delle istituzioni totali a nutrire la vasta rete dell’organizzazione assistenziale e a vincolare ogni libertà professionale, evidenziando i paradossi strumentali che agiscono in modo capillare sul controllo effettivo, preventivo e formativo.