venerdì 24 giugno 2016

Il “trattamento” forzato è Tortura di Peter Breggin


Peter Breggin da: http://www.psychsearch.net/peter-breggin


articolo originale:



La tortura ha spesso un preciso obiettivo: quello di spezzare la volontà della vittima e quello di intimidire gli altri affinché abbiano paura che la tortura sarà inflitta anche a loro. Chiunque ha lavorato o è stato un paziente in un reparto psichiatrico, è stato testimone di costanti tentativi di spezzare la volontà dei pazienti, limitando la loro libertà e le loro attività, trattandoli come bambini, minacciandoli, utilizzando la contenzione fisica e l’isolamento e per ultimo, infliggendo loro farmaci ed elettroshock che rendono l’individuo indifeso. L’impatto più profondo dei neurolettici (antipsicotici), è quello di rendere l’individuo indifferente, apatico e docile; ma gli psicofarmaci continuano solitamente a infliggere tormento fisico e mentale. 

giovedì 23 giugno 2016

Bonnie Brustow: perché è necessario sostenere il divieto assoluto del TSO

Da sinistra a destra: Shaindl Diamond, Dr. Bonnie Burstow, and Don Weitz dal sito: https://psychiatrybuster.wordpress.com/


Bonnie Brustow: Appello all’azione


di Dr. Bonnie Burstow, ricercatrice e attivista

articolo originale: https://absoluteprohibition.wordpress.com/2016/02/05/bonnie-burstow-on-call-to-action/

L’appello all’azione di CHRUSP [Center for Human Rights of Users and Survivors of Psychiatry -Centro per i Diritti Umani degli Utenti e Sopravvissuti alla psichiatria] e il suo significato.


Il trattamento sanitario obbligatorio o la reclusione involontaria, o entrambi (per i dettagli, vedere Burstow, 2015 a), sono stati illustrati da diversi strumenti delle Nazioni Unite, e nel diritto internazionale si è materializzata una serie davvero critica di integrazioni. Probabilmente la più significativa è la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (vedi: http://www.ohchr.org/EN/HRBodies/CRPD/Pag/ConventionRightsPersonsWithDisabilities.aspx)
 
Cosa la rende così importante? Per prima cosa, questa Convenzione di importanza fondamentale, propone niente di meno che il divieto totale, del trattamento sanitario obbligatorio e della reclusione involontaria di persone che non hanno violato la legge.

Ci sono un paio di passaggi rilevanti da mettere in evidenza: l’articolo 12 del CRPD afferma: “Gli Stati Parti dovranno riconoscere che le persone con disabilità godono della capacità legale su base di eguaglianza rispetto agli altri in tutti gli aspetti della vita”. Di conseguenza, articolo 14 afferma:

Gli Stati Parti devono garantire che le persone con disabilità, su base di eguaglianza con gli altri:

1. Devono poter godere del diritto alla libertà e alla sicurezza della persona

2. Non devono essere privati della loro libertà illegalmente o arbitrariamente ... e che l'esistenza di una disabilità non può in alcun modo giustificare una privazione della libertà.

Giuseppe Casu - Dieci lunghi anni ...da quando è morto legato al letto - died during forced treatment, tied to the bed



dal blog Verità per mio padre: Giuseppe Casu

....................E' MORTO LEGATO NEL LETTO DI PSICHIATRIA AL SANTISSIMA TRINITÀ (CA) PERCHE'?

MERCOLEDÌ, GIUGNO 22, 2016


Dieci lunghi anni






22 giugno 2006 - 22 giugno 2016. 10 lunghi anni sono già trascorsi. Fortuiti e decisivi sono stati gli incontri con Francesca Ziccheddu (fondatrice del Comitato Verità e Giustizia per Giuseppe Casu e Presidentessa dell’Asgop), Gisella Trincas (Presidentessa dell’ A.S.A.R.P ed U.N.A.S.A.M.), e gli avvocati Mario Canessa e Dario Sarigu. Prezioso il sostegno di quanti hanno contribuito in modo concreto ma anche emotivo, facendo di questa ricerca di verità e giustizia sulla morte di Giuseppe Casu una lotta comune che non è rimasta dentro i soli confini sardi.

E pensare che mio padre voleva solo stare in piazza a fare l’ambulante e invece gli è stato “confezionato” un T.S.O. per tempo, con tanto di giornalista e fotografo, per motivi di ordine pubblico…

David Oaks parla di diritti - Speaking Out for Our Rights




My Operation Tomorrow: Mental Health Justice, Speaking Out for Our Rights, and Creative Maladjustment


Dal sito di David Oaks: http://www.davidwoaks.com/oaks-operation-cmweek

Posted by  on June 22, 2016 in ActivismEnvironmentMental Health | 1 comment
In a few minutes, I head up to Portlandia with my darling Debra, to get my throat slit tomorrow.
Do not worry, I have not been captured by ISIS for a beheading. My throat operation to insert a Gore-Tex  little implant in one of my vocal folds to help me, hopefully, be louder. For the past 42 years I have been a psychiatric survivor, and in the last few decades I have seen how working with the disability movement can amplify our voices.
Three-and-a-half years ago, I broke my neck in an accident, involving our cat, Bongo, really! Because of a pre-exisiting condition and complications, I ended up with not just a power chair, the new status of quad, but also about ten other disabilities, but who is counting?
I never expected the idea of trying to find my voice to become so literal!
And with good results, I hope to contribute my voice to Creative Maladjustment Week, which begins in two weeks, Thursday, July 7. This year the celebration week will become eight days long to include the birthday of the late psychiatric survivor, author, and friend, Leonard Roy Frank, July 15.
So what will be my first words after surgery? A documentary film maker David Zupan, another good friend, will be there to record it. I do not expect I will be as articulate as the late Charlie Chaplin, below, but you can enjoy him as he sums up what I would like to say!
For more info about CM week please go to the  CM website and also please connect via the via the facebook pageFacebook page.
Here is Charlie:



martedì 21 giugno 2016

Controllo psichiatrico e sociale REMS: normative e paradossi di Chiara Gazzola




Controllo psichiatrico e sociale

REMS: normative e paradossi

di Chiara Gazzola


Spesso le normative relative agli ambiti assistenziali, sanitari ed educativi si rivelano come un alibi per lo stato, una tutela difensiva da attuare nei confronti di chi metterebbe a repentaglio “la convivenza sociale democratica”. Ecco che allora si impreziosiscono sempre più i sistemi del controllo, validi per l’utenza, per gli operatori e per la cittadinanza: a meritare rispetto e salvaguardia sono soltanto le istituzioni, un’impersonale struttura ideologica alla quale deve far riferimento chi non vuole rischiare ritorsioni. Ingiustizia sociale e carenza di luoghi non strutturati, ove gli individui possano condividere l’esigenza di soddisfare bisogni primari e socialità, creano il presupposto per soluzioni calate dall’alto e regolamentate ad hoc. Il dibattito si arena quando prevale l’esigenza istituzionale di stabilire i rapporti di forza: da un lato, tramite il Codice Penale, si dettagliano i crimini, dall’altro si inducono i contesti di marginalità affinché si possano avviare gli interventi. Da questo punto di vista è la logica delle istituzioni totali a nutrire la vasta rete dell’organizzazione assistenziale e a vincolare ogni libertà professionale, evidenziando i paradossi strumentali che agiscono in modo capillare sul controllo effettivo, preventivo e formativo.

Psichiatria e potere - intervista a Giorgio Antonucci di Moreno Paolon


Psichiatria e potere


intervista a Giorgio Antonucci
di Moreno Paulon
da "A rivista anarchica" anno 46 n. 408 giugno 2016

Dalla collaborazione con Franco Basaglia fino alla chiusura dei manicomi di Imola, uno dei più noti psicanalisti italiani ripercorre la sua vita professionale, ci ricorda che le “malattie mentali“ non esistono e spiega perché il principale nemico è ancora lo Stato.

Giorgio Antonucci (Lucca, 1933) è un medico italiano che ha dedicato i suoi studi e il suo lavoro ad abolire la violenza psichiatrica. Ha lavorato con Franco Basaglia nell'ospedale di Gorizia, ha diretto vari istituti psichiatrici sul territorio nazionale ed è autore di numerose pubblicazioni di ispirazione libertaria nelle quali pone in discussione gli assunti stessi dell'epistemoligia psichiatrica. Assumendo lo spirito dell'etica basagliana, ha lavorato allo smantellamento del manicomio di Imola. Nel 2005 è stato insignito del premio internazionale Thomas Szasz «per eccezionali contributi nella lotta contro lo Stato terapeutico», vale a dire contro uno Stato che adotta il pregiudizio psichiatrico per reprimere le devianze dall'ordine costituito.
Storicizzando la natura dell'apparato psichiatrico, decostruendone i concetti e abdicando personalmente alle sue pratiche repressive, Antonucci riconduce il patologico al sociale, indicando il ruolo politico delle concezioni mediche assunte al servizio delle relazioni di potere fra gli individui e fra i gruppi sociali. L'ho intervistato a casa sua, a Firenze, con l'intenzione di chiarire il ruolo dell'apparato statale di fronte alle spinte più progressiste della società italiana negli anni '70, di indagare lo scarto fra la sua visione e quella di Franco Basaglia e di scoprire quali siano gli ultimi muri, ancora da abbattere, nella lunga lotta contro la discriminazione sociale di ispirazione psichiatrica. Nelle lucide considerazioni di Giorgio Antonucci la psichiatria depone senza appello la sua maschera scientifica e svela un volto fatto di uomini, di comunicazione e di potere.
M.P.

Quando arrivò la polizia noi ci chiudemmo dentro

L'Italia può gloriarsi oggi della legge 180/1978, del “metodo Basaglia“ e della chiusura dei manicomi come un progresso sociale nazionale. Ma quali furono realmente le prime reazioni dello Stato di fronte alle innovazioni promosse da te, da Cotti, da Basaglia?

Richiamo un episodio su tutti. Nel 1968 Basaglia stava trasformando il manicomio di Gorizia, Cotti era impegnato a Bologna al reparto manicomiale di villa Olimpia ed io lavoravo a Firenze. Quando Cotti si trasferì per assumere la dirigenza del nuovo reparto “neurologico“ di Cividale del Friuli, Basaglia pensò di inaugurare anche lì un discorso nuovo, così si rivolsero a me sapendo che avevamo le stesse idee. Io da Firenze, Cotti da Bologna e Leopoldo Tesi da Gorizia impostammo insieme il lavoro a Cividale secondo i nostri criteri: le persone si rivolgevano a noi soltanto volontariamente, non erano invitate ad assumere farmaci di nessun tipo, non erano contenute da camicie di forza ed erano anzi tutte libere di muoversi in giro per la città. Cotti aveva letto Il mito della malattia mentale di Thomas Szasz e sapeva che le persone non hanno malattie di mente, ma problemi di relazione da risolvere, così parlavamo con loro, singolarmente o in assemblee.

Istituzioni Post-Manicomiali - Dispositivi totalizzanti e risorse di sopravvivenza nelle Strutture Intermedie Residenziali

 Post- madhouse institutions - totalizing devicec and survival resources in Intermediate Residential Structures




dal sito:
http://www.nopazzia.it/valentino-postmanicomiali.html


di Sandro Cappannini


Segnaliamo importante: Nicola Valentino - Istituzioni Post-Manicomiali - dispositivi totalizzanti e risorse di sopravvivenza nelle Strutture Intermedie Residenziali

edit. "Sensibili alle Foglie", 2005 - 104 pag -12 eu - www.sensibiliallefoglie.it

importante perché è il primo resoconto non di mano psichiatrica di come funzionano alcuni dei nuovi dispositivi territoriali del dopo-manicomio, quali le ora diffusissime "Case Famiglia".
Nicola Valentino è sia collaboratore e coeditore di "Sensibili alle Foglie", piccola casa editrice che mantiene un settore dedicato al campo storie, produzioni poetiche, artistiche, di 'pazienti' psichiatrici, che in tale campo animatore per mostre, incoraggiare tali produzioni, e anche operatore di inchieste e analisi di tipo sociologico. (Vedi in www.sensibiliallefoglie.it). Ha per questi motivi frequentato alcune di queste nuove "Strutture Intermedie Residenziali" ('SIR') e ne dà qui un resoconto.

lunedì 20 giugno 2016

Studi recenti dimostrano cambiamenti nel cervello di neonati esposti agli antidepressivi durante la gravidanza della madre

New Study Finds Brain Changes in Newborns Exposed to Antidepressants

http://www.madinamerica.com/2016/06/new-study-finds-brain-changes-in-newborns-exposed-to-antidepressants/#/more-78212 

In attesa di traduzione dall'inglese - si cercano volontari!

BABA (BAby Brain Activity) is the first clinical research center in Finland dedicated to studying baby brain activity. (Photo Credit: BABA Research Center)

sabato 18 giugno 2016

87 hours - the last days of Francesco Mastrogiovani - 87 ORE – gli ultimi giorni di Francesco Mastrogiovanni trailer

A movie (here the trailer) about the 87 hours the death of Francesco Mastrogiovanni, after a forced psychiatric treatment, during which he could not drink or eat, was tied to a bed, filled with strong doses  of psychiatric drugs: fortunately this is reported by a hidden camera, a very exceptionell condition in psychiatric wards.

But in Italy we don't have a law against torture.





FRA DIAGNOSI E PECCATO. La discriminazione secolare nella psichiatria e nella religione di Chiara Gazzola




Questo testo propone un approfondimento del legame fra la disciplina psichiatrica e gli ambiti religiosi. Emerge una pianificata incoerenza fra gli intenti dichiarati e una prassi, sia storica che attuale, legittimata nell'amministrare un'esclusione sociale edificata sul controllo e sul profitto. Attraverso il labile concetto di "norma comportamentale" viene sancita ogni devianza, declinandola sui peccati e sulle diagnosi. Fra senso di colpa, paura, emarginazione, conformismo, paradossi filosofici, punizioni e sofferenza si collocano le esperienze eccezionali di chi ha saputo resistere, di chi non ha accettato l'annientamento della propria libertà. La volontà di ricostruire una memoria cancellata dai timbri maschili darà voce a un coro femminile che ridipingerà contesti storici e pensieri scomodi. Se l'umanità non temesse l'imprevedibilità, potrebbe non delegare le soluzioni a elaborazioni totalitarie. L'analisi è completata da un'intervista a un esorcista e dalle conversazioni con il medico Giorgio Antonucci e con l'antropologa Michela Zucca.

Giorgio Antonucci e Chiara Gazzola con Fiamma Chessa e Pippo Gurrieri

Giorgio Antonucci - Vetrina dell'editoria anarchica e libertaria, 2015

MHE webinar on the review process of the UN CRPD





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IFM-SEI & ENIL study session "All In", 13-20 November, Strasbourg



Apply now for IFM-SEI & ENIL study session "All In", 13-20 November, Strasbourg!!

Dear fellows,

The study session “All in – creating inclusive and empowering spaces for all”, coordinated by IFM-SEI and the European Network on Independent Living (ENIL), in partnership with the Youth Department of the Council of Europe will look at creating inclusive child and youth organisations, focusing on disability rights and children's rights, and is open to members from Council of Europe member states.

It will take place between 13th and 20th November 2016, in the European Youth Centre Strasbourg, France. Thirty (30) participants will be selected after application process, the participation fee (covering programme, food, accommodation, travel and visa costs) is 50 EUR.

You can find the application form here.

Deadline for applying: 10th July 2016, 23:59h CET

More information can be found in the invitation and FAQs.

If you have any questions, send an email to: allin@ifm-sei.org

ENIL Youth Network
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