martedì 28 novembre 2017

Intervento di Giorgio Antonucci - Dibattito sul trattamento sanitario involontario - Radicali Italiani

Intervista a Giorgio Antonucci sulla pubblicazione del suo ultimo libro "Diario dal manicomio. Ricordi e pensieri" (Editore Spirali) - Radio Radicale


http://www.radioradicale.it/scheda/213183

Conversazione con Giorgio Antonucci, con interventi, radiotrasmessa - Radio Cooperativa (Mortise, Padova)

NO ! PAZZIA  NOTIZIE


Conversazione con  Giorgio Antonucci, con interventi, radiotrasmessa in diretta da Radio Cooperativa (Mortise, Padova) il 1 settembre 2001  (testo trascritto dalla diretta radiofonica)
(in fondo altri materiali su Giorgio Antonucci)




                   RADIO COOPERATIVA (MORTISE, PADOVA)

PSICHIATRIA, ANTIPSICHIATRIA, DISAGIO MENTALE, DISAGIO SOCIALE


OSPITI: Giorgio Antonucci
               Sergio Martella
               Massimo Panzera
 
Sabato 1° settembre 2001, Giorgio Antonucci è ospite di Radio Cooperativa nella trasmissione dal titolo “Psichiatria, antipsichiatria, disagio mentale, disagio sociale”. Conduce Emilio Nasuti.
E.N.:“Finalmente è con noi il dott. Giorgio Antonucci, un ospite speciale che aspettavamo da tempo, e insieme ad Antonucci sono presenti Massimo Panzera, come ospite fisso per tutti questi due anni, Sergio Martella e Francesco. La trasmissione ha come scopo quello di fare opera di informazione rispetto alle problematiche del disagio, disagio mentale. Fare sensibilizzazione intorno alle tematiche del disagio mentale e disagio sociale. Giorgio Antonucci ha pubblicato numerosi articoli su riviste come “Ombre Rosse”, “il Ponte”, “Collettivo R” e altre. Numerosi sono anche i suoi scritti. Quindi iniziamo la trasmissione, io darei la parola a massimo poi a Sergio e poi, se ci sarà spazio, daremo voce anche aglitri ospiti che sono qua e soprattutto a voi ascoltatori. Quindi buono ascolto a tutti.
Ora darei la parola al dottore.
G.A.: Devo innanzitutto specificare che l’ultima legge non è “legge Basaglia” come dicono tutti, devo specificarlo perché Basaglia non la voleva nemmeno, perché non era affatto soddisfatto e poi pensava anche che non era con una legge che si possano cambiare le cose, ma con un modo diverso di lavorare. E infatti questa legge è poi servita a poco. Però direi che se si va, ora, in una clinica psichiatrica sembra che non sia accaduto nulla, e anche se si va in una università. Le cliniche psichiatriche sono chiuse, sono con camice di forza, a volte si fanno elettroschock a volte no, si usano psicofarmaci fino al decadimento fisico della persona, le persone non sono ascoltate su uno dei loro problemi, per cui… io ho veduto le cliniche psichiatriche prima di questo periodo, all’inizio del mio lavoro, e le vedo ora e non c’è nessuna differenza.

Radio Onda Rossa - Ricordano Giorgio Antonucci Maria D'Oronzo e Massimo Paolini

Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa !Ascolta lo Straming di ROR !Ascolta lo stream MP3

Un ricordo di Giorgio Antonucci

 https://www.ondarossa.info/newsredazione/2017/11/ricordo-giorgio-antonucci

Data di trasmissione
Durata 16m 32s
Un ricordo di Giorgio Antonucci medico, poeta, scrittore, psicanalista, Antonucci ha lavorato per un breve periodo nell'ospedale psichiatrico di Gorizia, diretto da Franco Basaglia. Antonucci non fece mai ricorso al TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) e abolì tutti i sistemi di contenzione fisica, nonché l'uso di psicofarmaci.

Qui altri contributi:
https://www.ondarossa.info/redazionali/2017/11/e-morto-giorgio-antonucci-psichiatra-che

lunedì 27 novembre 2017

May you rest in peace Giorgio Antonucci! from Mary Maddock


May you rest in peace Giorgio Antonucci! Thank you for being with us survivors of psychiatry as we campaign for human rights for people labelled and coerced by psychiatry! Thank you for having the wisdom and courage to see as a psychiatrist that every human being has the right to BE and ACT as a human being! May more of your fellow psychiatrists be inspired by you. May they to find courage to be compassionate enough to see that force and lies will only add to human distress.
Dacia Maraini: "Regarding the so-called insane persons, what does this new method entail?"
Giorgio Antonucci: "For me it means that insane persons don't exist and that psychiatry must be completely eliminated."



CLINICA DELLA SOPRAFFAZIONE. Chiamarla cura non si può. Sarà cultura di Elena Hileg Iannuzzi

25 NOVEMBRE
Giornata internazionale
per l'eliminazione della violenza contro le donne.

#donne
CLINICA DELLA SOPRAFFAZIONE.
Chiamarla cura non si può.
Sarà cultura.

#diari


di Elena Hileg Iannuzzi



Ricordando Giorgio Antonucci su Radio Onda Rossa


È morto Giorgio Antonucci, psichiatra che non voleva i manicomi

http://www.ondarossa.info/redazionali/2017/11/e-morto-giorgio-antonucci-psichiatra-che 

Data di trasmissione
Durata 7m 26s
Immagine
Sconfitto da una malattia, ci ha lasciato Giorgio Antonucci: medico, poeta, scrittore, psicanalista, Antonucci ha lavorato per un breve periodo nell'ospedale psichiatrico di Gorizia, diretto da Franco Basaglia. Antonucci non fece mai ricorso al TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) e abolì tutti i sistemi di contenzione fisica, nonché l'uso di psicofarmaci.
Ricordiamo la figura di Antonucci assieme a Gavino, compagno e collaboratore assieme ad Antonucci e Salvatore Ricciardi di un ciclo di trasmissioni su Radio Onda Rossa ("Più scheletri che armadi").
Qui è possibile riascoltare una puntata de La conta con Giorgio Antonucci, contro il carcere e gli Opg.

Kinesis Tradate 1 dicembre 2017 - Docufilm Giorgio Antonucci


Con profunda tristeza os comunicamos que nos ha dejado Giorgio Antonucci, médico, humanista, libertario da perspectivasanómalas





https://twitter.com/perspanomalas

Con profunda tristeza os comunicamos que nos ha dejado Giorgio Antonucci, médico, humanista, libertario. Dedicó su vida a la liberación de las personas internadas en los manicomios, a la lucha contra el prejuicio psiquiátrico, a la defensa de los derechos humanos.

Giorgio Antonucci - Il pregiudizio psichiatrico


domenica 26 novembre 2017

Giuseppe Gozzini e Giorgio Antonucci - esercizi di memoria






http://www.comune.cinisello-balsamo.mi.it/pietre/spip.php?article633



Il numero 44-46 (maggio 1987 - aprile 1988) della rivista fiorentina di poesia Collettivo R pubblica una lunga recensione di Gozzini al libro di Giorgio Antonucci dal titolo I pregiudizi e la conoscenza. Critica alla psichiatria. Più che una recensione si tratta di una sintesi e di una difesa appassionata del lavoro di Antonucci, per cui Gozzini nutre profonda stima. Il libro viene ripubblicato da Eleuthera nel 1989 (ristampato nel 1998) con il titolo: Il pregiudizio psichiatrico e con la prefazione di Gozzini (a novembre 1999 uscirà un breve saggio sul numero 8 di “A” - rivista anarchica - su due approcci alla psichiatria, due libri a confronto: quello di Paolo Algranati, Dal silenzio, e quello di Giorgio Antonucci.)



 Attorno alla sua scelta di essere obiettore e contestatore si mossero grandi figure del cattolicesimo di allora, a partire da don Milani e padre Balducci nonostante l’opposizione della Chiesa e le condanne penali dei tribunali italiani. Beppe, pure lui ovviamente condannato dalle istituzioni civili ed ecclesiastiche, divenne presto un simbolo riconosciuto, anche – sia pure con qualche imbarazzo – dal mondo comunista perennemente diviso tra perbenismo e antagonismo. Ma restò sempre schivo e modesto, fiero del suo essere proletario. Cristiano, cattolico, comunista, pacifista, militante, un profilo che non esiste più nella pubblicistica corrente per la quale i “catto-comunisti” sono una tipologia di schieramento politico. Non fu mai nemmeno sfiorato dall’idea di chiudere la sua concezione di vita negli argini di una etichettatura. Del resto sarebbe stato un personaggio scomodo in qualsiasi formazione politica. Andava là dove lo portava la sua coscienza, si confrontava pressoché ogni giorno con amici e compagni altrettanto scomodi come Edoarda Masi o Franco Fortini o Giorgio Antonucci, fondatore dell’approccio non-psichiatrico alla sofferenza psichica. Insomma Beppe non era per nulla conciliante, sosteneva, sempre più con il passare degli anni, che si dovesse obbiettare a tutto quel che appariva iniquo. Opporsi, lottare era doveroso – diceva –, così sviluppando nel presente la scelta che nel 1962 lo aveva indotto a non vestire la divisa.

radio logica - Giorgio Antonucci 1979

"Dossier Imola" Dacia Maraini 1979

sabato 18 novembre 2017

Giorgio Antonucci

With deep sadness and sorrow we announce that Giorgio Antonucci, passed away today. but you have left us so much, that for us you will live forever. Psychiatric users and survivors thank you for having always been on our side, never abandoning us.

Con grande tristezza dobbiamo comunicarvi che purtroppo Giorgio Antonucci se ne è andato, ma ci hai lasciato talmente tanto, che per noi vivrai per sempre. Gli utenti e sopravvissuti psichiatrici ti ringraziano per essere sempre stato dalla nostra parte, senza mai abbandonarci.