giovedì 19 dicembre 2019

Il reparto di psichiatria di Bergamo dove Elena Casetto è morta bruciata viva legata mani e piedi a un letto di contenzione deve essere chiuso di Giorgio Pompa





"Non è affatto vero che:
“il ricorso alla contenzione fisica è dovuta alla carenza di personale sanitario”.
È indecentemente vero, invece, che:
il ricorso alla contenzione fisica permette la riduzione di personale sanitario,indirizzandolo verso altri compiti assistenziali!
Come testimonia il Comitato Prevenzione Tortura ( CPT), la coercizione fisica è anche un mezzo pratico per distogliere personale sanitario dai pazienti difficili, ‘messi in sicurezza con la contenzione fisica’ (laddove, naturalmente,questa presunta sicurezza non riguarda certo quella fisica e psichica del paziente legato!), in modo da far eseguire a questo personale, così 'liberato' da tali incombenze, forse ritenute secondarie, lo svolgimento di altre, più importanti, attività! Oppure che sia anche un mezzo pratico per ridurre al minimo l’assistenza infermieristica notturna, quando la coercizione fisica viene frequentemente messa in atto in ore notturne! .
In molti istituti psichiatrici visitati dal CPT, l'applicazione delle restrizioni è utilizzata come mezzo di praticità per il personale; messa in sicurezza di pazienti difficili mentre vengono eseguite altre attività. La solita giustificazione fornita al CPT è che la mancanza di personale richiede un aumento del ricorso a mezzi di contenzione. Questo ragionamento non è fondato. L'applicazione dei mezzi di contenimento nel modo corretto e nell'ambiente adeguato richiede un numero maggiore, non inferiore, di personale medico, poiché ogni caso di contenzione richiede che un membro del personale fornisca una supervisione diretta, personale e continua. "
Giorgio Pompa - Associazione dalle Ande agli Appennini

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