lunedì 1 maggio 2017

Xanax, mon amour (ça va sans dire) - Irene Donata Ferri


Xanax. La pillola più diffusa nel 2017. Il farmaco della felicità. La “cura” per ogni preoccupazione. 
Nome scientifico alprazolam, rappresentante più noto della notissima famiglia delle benzodiazepine. 
“Ogni mattina prendo la mia pillolina e il mondo si tinge di rosa”, mi diceva una avvocato efficiente e stronzissima (apparentemente).
“Se non ho lo Xanax vado fuori di matto, lo prendo prima di andare al lavoro se no manderei a quel paese qualcuno, la sera altrimenti non dormo, quando litigo con il mio ragazzo per non soffrire. Ora che il mio ragazzo è partito e non lo vedrò fino a metà settembre faccio il pieno, anche due o due e mezzo compresse da 0,50 per volta, ho sempre la testa leggera, è mooooolto bello, il dolore si appanna” [sic!]
“Scalare la dose di Xanax e come scalare l’everest a mani nude” (leggi effetti collaterali terribili di astinenza, tutti sperimentati personalmente e DAVVERO TERRIBILI, soprattutto per chi regge malissimo l’attacco di panico).

Lo hai mai provato? Non lo hai mai provato? Ne hai sentito parlare? Lo usa qualcuno che conosci? (probabilmente sì: si calcola che gli assuefatti di questa droga – e chiamiamola con il suo nome – siano 10 milioni solo in Italia, in base a dati forniti nel 2014 su una statistica del 2011 – chi ha dati aggiornati me lo faccia sapere) 
Allora vediamo di conoscere da vicino questa super pillola del paradiso, della quale, una volta entrato nel suo tunnel, non potrai più fare a meno. 
Lo xanax: cos’è e a cosa serve
Ufficialmente xanax è un farmaco “tranquillante minore”, una molecola utilizzata per il trattamento dell’ansia e degli attacchi di panico. Ha una emivita molto bassa (dura qualche ora), viene metabolizzato in fretta (la sua concentrazione di picco nel plasma viene raggiunta entro 1/2 ore dall’assunzione) e le sue proprietà riconosciute scientificamente sono “attività ansiolitica, ipnotica,[3] anticonvulsivante, miorilassante, sedativa e amnesica. [4] (fonte Wikipedia)
Come funziona: il composto è in grado di legarsi a livello del sistema nervoso centrale, specificamente al sito recettoriale GABAA, proprio delle benzodiazepine, potenziando l’attività dell’acido gamma-amminobutirrico (GABA), un neurotrasmettitore con una tipica azione di tipo inibitorio, causando pertanto una riduzione dell’eccitazione neuronale. 
Cosa fa: calma l’ansia e mette a nanna l’attacco di panico (episodio di terrore temutissimo, anche più del terrore stesso). Eventualmente anche sedare qualsiasi tipo di emozione, un po’ come l’antibiotico che spiana ogni tipo di forma vitale, nociva e non (da qui il nome “contro la vita”). Nomen est omen. 
Amen. 
Quello che non vi dicono, però, è che questa simpatica sede recettoriale è la soglia di accesso alla cellula umana anche per l’alcol, gli oppiacei e tutte le altre droghe di sintesi. Ciò significa, dunque, che l’amato Xanax e la sua cara famiglia sono droghe. A tutti gli effetti. E che – a lungo andare – provocano danni irreversibili all’organismo: è storia recente uno studio (messo a tacere in fretta) in cui si dimostra un chiaro legame tra assunzione di benzodiazepine e sviluppo dell’Alzheimer. 
Pensa un po’. Ecco qui un’immagine significativa. 
Oh Xanax, tu sì che mi dai una mano …
Un peso che schiaccia il petto. La respirazione che non va più giù dello sterno. Il cuore che batte veloce. Un nodo alla gola. Le mani che sudano. La testa che va in confusione. La sensazione di impazzire… 
Se hai provato anche tu una (o più) di queste sensazioni, conosci l’ansia (o l’attacco di panico, che altro non è che un susseguirsi ad ondate crescenti di attacchi di ansia). Se poi la tua ansia è diventata cronica, sai che il suo andamento è totalmente imprevedibile e completamente slegato da ogni situazione contingente. 
Cominci a prenderlo e non può più farne a meno. Anzi, devi aumentare sempre la dose per avere gli stessi effetti. E se vuoi disfartene, ti succedono le peggio cose: tremori, palpitazioni, dolori allo sterno, confusione, agitazione estrema … non vado avanti, hai compreso. 
La prima volta che mi hanno dato Xanax, avevo 17 anni, problemi sociali a scuola (non riuscivo a entrare e stare in aula), uno zio carissimo che stava morendo giovane, disastri in famiglia e un’adolescenza da outsider (scrivevo già in maniera professionale da 11 anni, ovviamente mi sentivo diversa e nessuno mi faceva capire che questo non era un problema, ma un dono).
Ora ne ho 43. Ho smesso di prendere Xanax una decina di anni fa, perchè sono una donna testarda e me ne frego dei sintomi dell’astinenza. 
Ma smettere non è facile. Lo so bene. Lo so davvero bene.
In una notte difficile della mia vita, in una casa completamente vuota, io completamente sola (mi avevano voltato le spalle nell’ordine: marito, amici, colleghi e famiglia) ho pensato di morire.
Davvero. Il cuore batteva così forte che ho pensato esplodesse. Ho telefonato al pronto soccorso e mi hanno detto 
DI PRENDERE LO XANAX
e che non avrei più potuto vivere da sola, perchè ERO MALATA. [!!!!] 
Ma io – che sono una donna testarda – ho rifiutato la diagnosi, ho percorso il mio cammino e ho buttato Xanax.
Goodbye my lover, you are not the one for me
Ho frequentato l’Università, ho cambiato lavori, ho vissuto la mia vita.
Invece della paura ho scelto il coraggio.
Perchè la soluzione non sta in una pillola. Una pillola che addormenta il cervello e ti cancella la paura e ogni altra emozione. Così la vita diventa una sorta di grigio costante, che non ha più un senso. 
E’questo che vuoi vivere? Una giornata senza eccitazione, senza gioia, senza energia, SOLO PERCHE’ TI HANNO DETTO CHE DEVI STARE TRANQUILLO ED ESSERE MEDIOCRE?
E’ davvero così che vuoi vivere? 
E’ lo Xanax che vuoi come compagno di vita? Davvero? DAVVERO? Sappi che ti chiederà tutto, ti isolerà, cancellerà la tua volontà, le cose belle dell’esistenza.
It’s your choice. 
La mia scelta è un’altra. La vita.

Nessun commento:

Posta un commento